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3 Ottobre 2026

Carovana del Po: viaggio itinerante dalle sorgenti al Delta

Scopri come la Carovana del Po, in nove giorni, ha collegato le regioni del bacino per raccontare crisi e soluzioni idriche.

Carovana del Po: viaggio itinerante dalle sorgenti al Delta

Dal 19 al 27 settembre 2026, Legambiente insieme all’Autorità di Bacino Distrettuale del Po ha lanciato la prima Carovana del Po. Il percorso ha seguito il Grande Fiume per quasi settecento chilometri, dal Monviso alle acque salmastre del Delta, toccando quattro regioni: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. L’iniziativa, inserita nel progetto europeo LIFE CLIMAX PO ha avuto lo scopo di rendere visibile una crisi idrica strutturale che da anni mina l’equilibrio ambientale ed economico del territorio.

Il nuovo itinerario: dalle sorgenti alpine al delta Adriatico

Il cammino è iniziato a Settimo Torinese, per poi raggiungere il Pian del Re, dove le nevi alpine precedentemente stabili stanno scomparendo più rapidamente a causa del riscaldamento globale. Da lì, la Carovana ha attraversato Ostana, Cantalupa e Chivasso, per entrare nel cuore della Pianura Padana, dove il tradizionale sistema di canali e rogge, eretto secoli fa, mostra segni di usura davanti a una domanda idrica troppo elevata.

Le regioni al centro della sfida

In Lombardia, la rete irrigua, un capolavoro storico, ora deve far fronte a portate medie inferiori alla soglia critica di 450 m³/s, con un picco di 313 m³/s registrato il 1° luglio a Pontelagoscuro. L’Emilia-Romagna, produttrice di eccellenze gastronomiche come il Parmigiano Reggiano, ha visto la riduzione dei volumi d’acqua tradurre direttamente in perdite economiche. Infine, il Veneto ospita il delicato Delta del Po dove il cuneo salino si è spinto fino a 18 km dal ramo di Goro already in giugno.

Pratiche d’adattamento già operative lungo il bacino

Durante il viaggio, la Carovana ha documentato numerose iniziative concrete: agricoltori che hanno adottato l’irrigazione di precisione, selezionando varietà di colture più resistenti alla siccità e recuperando tecniche tradizionali che migliorano la ritenzione idrica del suolo. Sul versante naturalistico, diversi comuni hanno avviato la rinaturalizzazione delle sponde piantando fasce ribellevi che rallentano il deflusso, filtrano l’acqua e creano habitat per fauna selvatica.

Impatto sul distretto del Po

Il Distretto del Po, con una superficie di circa 87 000 km², ospita 20 milioni di abitanti, quasi un terzo della popolazione italiana. Il bacino genera oltre il 40 % del PIL nazionale, il 55 % della produzione idroelettrica e più di 3 milioni di ettari di terreni agricoli. Questi dati sottolineano perché la gestione dell’acqua sia una questione di sovranità economica e non soltanto ambientale.

Un approccio itinerante per dare voce al fiume

La scelta di un viaggio fisico, arricchito da talk, performance artistiche e incontri con cittadini, è nata dalla necessità di trasformare dati tecnici in una narrazione accessibile. Gli spettacoli di Mulino ad Arte, Faber Teater e l’incontro con Marco Paolini a Comacchio hanno dimostrato che cultura e scienza possono convivere, facendo del Po un vero personaggio capace di raccontare la propria storia.

La prima edizione si chiude, ma la crisi idrica rimane una sfida aperta. Il messaggio della Carovana è chiaro: il futuro del Po dipende dalla capacità di tutti – istituzioni, imprese e cittadini – di condividere responsabilità e innovare nella gestione delle risorse idriche.

Autore

Camilla Fiore

Camilla Fiore, da Verona, annotò la prima review dopo aver testato un siero durante la Fiera della Cosmesi: quell’articolo cambiò la linea editoriale dedicata alla prova prodotto. Propone rubriche con taglio rigoroso e porta in redazione la precisione di chi colleziona vecchi campionari.