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8 Novembre 2026

Vestire senza barriere: il lancio di V.E.S.T.O. a Biella

Il 12 novembre Biella diventa il palcoscenico di V.E.S.T.O., un progetto che collega ricerca, design e imprese per reinventare l’abbigliamento con la moda adattiva.

Vestire senza barriere: il lancio di V.E.S.T.O. a Biella

L’atto di vestirsi è parte della routine quotidiana, ma per milioni di persone rappresenta ancora una sfida: bottoni difficili da gestire, pantaloni che limitano i movimenti o camicie impossibili da indossare in autonomia. Queste difficoltà rivelano una mancanza di accessibilità nella progettazione tradizionale, dove stile e comfort sono stati spesso considerati separati.

Il lancio di V.E.S.T.O. nella Sala Bianca di Biella

Il giovedì 12 novembre 2026, dalle 18:00 alle 20:00, la Sala Bianca della Biblioteca Luigi Squillario (Corso G. Pella 2B, Città Studi Biella) ospiterà l’inaugurazione di V.E.S.T.O. – Vestire Eguaglianza: Società, Territorio, Opportunità. L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Torino, nasce come progetto di public engagement volto a esplorare la moda adattiva come leva di cittadinanza attiva, coinvolgendo università, territorio, imprese e il terzo settore.

Moda adattiva: dal concetto alla filiera produttiva

La moda adattiva non si limita a modificare capi esistenti o a produrre su misura: parte dalle esigenze reali delle persone per creare indumenti che uniscano estetica, comfort, funzionalità e autonomia. L’obiettivo è trasformare l’intero processo creativo, dal design alla scelta dei materiali, fino alla prototipazione e alla produzione in serie, garantendo che ogni corpo possa essere vestito senza barriere.

Nuove professionalità per un mercato inclusivo

Per far crescere il settore, è necessario formare figure capaci di interpretare bisogni specifici e tradurli in soluzioni progettuali concrete. Il percorso formativo previsto da V.E.S.T.O. comprende competenze di research, design thinking, selezione di tessuti tecnici e gestione della catena produttiva. Si punta a creare un ponte tra domanda di accessibilità, innovazione tecnologica e capacità manifatturiera locale, rendendo possibile la produzione su scala industriale di capi eleganti e funzionali.

Il territorio di Biella, un laboratorio ideale

Biella è scelta non per caso: la città vanta una storia secolare legata al tessile e alla manifattura, con competenze radicate che la rendono un vero e proprio ecosistema di innovazione. Il dialogo tra Università di Torino, Città Studi Biella e l’ITS TAM promette di generare sinergie in grado di dare nuova linfa al settore, dimostrando che la moda adattiva può diventare un volano di sviluppo economico e sociale per la regione.

Il ruolo dei relatori

Il dibattito, moderato da Eleonora Chiais, ricercatrice dell’Università di Torino e responsabile scientifica del progetto, vedrà la partecipazione di personalità con background eterogenei: Francesca Martinengo, giornalista specializzata in moda adattiva; Elisa Giordano, imprenditrice e fashion designer; Elisa Valenti, referente del progetto ABITO; e Gigliola Vinci, docente dell’ITS TAM. Ogni intervento affronterà le barriere ancora presenti nell’abbigliamento e le opportunità offerte da una collaborazione interdisciplinare tra design, comunicazione e iniziative sociali.

Al termine della serata è previsto un momento conviviale con una degustazione di vini organizzata dall’associazione Ti Aiuto Io nell’ambito del progetto “Vino del Sorriso”, per favorire lo scambio informale tra i partecipanti e stimolare nuove idee collaborative.

Per chi volesse approfondire o partecipare, è possibile contattare la biblioteca all’indirizzo biblioteca@, seguire le novità su Instagram @progetto_v.e.s.t.o. o consultare il sito ufficiale . I posti sono gratuiti e limitati, quindi è consigliato prenotare in anticipo.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.