Se il tuo capo è costantemente inclinato verso lo smartphone o il laptop, probabilmente stai contribuendo allo sviluppo del cosiddetto tech neck. Questo fenomeno, noto anche come postura della testa in avanti si manifesta con pieghe orizzontali nella zona del collo, spesso definite Venus rings o rughe da tecnologia.
Cos’è la “tech neck” e come si riconosce
Secondo la dottoressa Kathryn “Celeste” Durham, MD, la postura della testa in avanti è un disturbo posturale acquisito in cui il capo si posiziona più avanti rispetto alle spalle. Con il tempo, la costante pressione provoca pieghe cutanee orizzontali; il dermatologo Joel Schlessinger, MD, aggiunge che, analogamente alle “11” tra le sopracciglia, la piega diventa permanente se la tensione si ripete continuamente.
Segnali distintivi rispetto all’invecchiamento naturale
Le linee tipiche del tech neck sono dritte, si trovano su un unico piano e appaiono prima come sottili increspature. L’invecchiamento cutaneo, invece, tende a generare pelle flaccida e crepata. Riconoscere queste differenze è fondamentale per intervenire per tempo.
Le cause principali e il ruolo della luce
Il movimento di rotolamento verso il basso è il fattore scatenante più evidente, ma non è l’unico. La dottoressa Durham sottolinea l’influenza del photoaging i raggi UV degradano il collagene, diminuendo la capacità della pelle di tornare alla forma originale dopo le pieghe. Inoltre, la luce blu emessa da schermi e dispositivi si somma al blu naturale del sole, aggravando lo stress ossidativo, sebbene le evidenze siano limitate.
Tensione muscolare e rischio di cifosi
Una tensione eccessiva nei muscoli della zona cervicale può peggiorare il problema e, a lungo termine, contribuire alla cifosi una curvatura accentuata della parte alta della schiena. Il mantenimento di una buona mobilità muscolare è
Strategie preventive per evitare le pieghe del collo
Le raccomandazioni più immediate riguardano l’ergonomia: sollevare lo schermo del computer all’altezza degli occhi e tenere lo smartphone più vicino al livello degli occhi riducono l’inclinazione della testa. L’uso di filtri per la luce blu può attenuare l’esposizione, ma la difesa più efficace resta l’applicazione quotidiana di una crema solare minerale preferibilmente con protezione tintata per contrastare anche la luce visibile. È essenziale estendere la protezione al collo, zona spesso trascurata.
Opzioni terapeutiche: dalla cosmetica alle procedure cliniche
Quando le linee sono già visibili, esistono diverse vie d’intervento. Per la cura topica, la dottoressa Durham consiglia i retinoidi come il tretinoina, capaci di stimolare la sintesi di collagene. Il dottor Schlessinger propone la sua LovelySkin LUXE Firming Peptide Neck Cream una formula ricca di peptidi (palmitoyl tripeptide-1, acetyl dipeptide-1 cetyl ester) che favoriscono la compattezza cutanea e riducono l’infiammazione.
Iniezioni e filler
Le terapie in studio comprendono neurotossine (Botox Cosmetic, Xeomin, Dysport, Jeuveau) che rilassano il muscolo platysma, attenuando la visibilità delle rughe. I filler a base di acido ialuronico riempiono gli spazi sottocutanei, rinnovando il profilo del collo.
Microneedling, PRP e laser
Procedimenti che stimolano il collagene, come il microneedling con PRP (plasma ricco di piastrine), sono indicati per migliorare la texture cutanea. Quando la pelle è ulteriormente indebolita da danni solari, i dispositivi a radiofrequenza o i laser frazionali offrono un doppio effetto: rassodamento e uniformazione del tono.
È importante ricordare che i risultati di neurotossine, filler o laser non sono permanenti; la costante utilizzo di dispositivi elettronici può annullare i benefici ottenuti. Per questo, i due esperti concordano su un approccio a lungo termine: combinare trattamenti professionali con cambiamenti comportamentali quotidiani, come una postura corretta e l’uso regolare di protezione solare, per mantenere il collo elastico e privo di segni.



