Sabrina Ferilli torna sotto i riflettori con Gloria – il ritorno, capitolo che raddrizza la prospettiva narrativa senza rinunciare all’ironia che da sempre caratterizza la sua protagonista. Diretto da Giulio Manfredonia e scritto anche da Fausto Brizzi insieme a Roberto Proia, Cristiana Farina e Laura Muscardin, il film-tv esplora le conseguenze di uno scandalo che ha travolto Gloria, costringendola a fare i conti con le sue scelte e con chi le sta intorno.
Da diva in caduta libera a donna che si confronta col passato
Gloria è tornata dal carcere, ma la libertà non coincide con il ritorno alla normalità. Le misure imposte prevedono percorsi terapeutici e servizi sociali nel Tufello, il quartiere dove è cresciuta: una scelta che riporta alla luce vecchie ferite e mette in scena il contrasto tra l’apparenza pubblica e la vita privata. Nel nuovo capitolo, la protagonista—nota per aver simulato una malattia per riconquistare la ribalta—si trova a pagare un prezzo giudiziario e umano, e la narrazione sposta gradualmente l’attenzione dalle gags ai momenti di verità.
Il lancio di una biografia non autorizzata complica ulteriormente la situazione: memorie scomode vengono riportate alla luce, rapporti familiari incrinati rischiano il collasso e la protagonista è messa di fronte a scelte che svelano la sua fragilità oltre la maschera pubblica.
Rotture, riconciliazioni e un percorso interiorizzato
I rapporti con l’ex marito, la figlia e il fratello costituiscono il cuore emotivo della storia. Sono rapporti spezzati, pieni di rancore e aspettative tradite, che costringono Gloria a misurare senso di colpa, delusione e responsabilità.
Il tribunale impone colloqui di terapia, mentre gli incontri nel rione d’origine innescano un percorso di rinnovamento lento e non retorico: non è la rivalsa mediatica a motivarla, ma la ricerca di un equilibrio interiore.
Il film alterna momenti brillanti a sequenze di sincera introspezione; la riscoperta delle radici diventa il motore di un cambiamento che avanza per tentativi, piccoli gesti e gesti quotidiani piuttosto che epifanie plateali. Questo ritorno alle origini favorisce l’identificazione dello spettatore e rende credibile l’evoluzione del personaggio.
Regia, scrittura e tono: una favola moderna sull’identità
Manfredonia imprime al racconto una prospettiva più intima rispetto al passato: l’intento dichiarato è quello di raccontare una sorta di “favola moderna” sull’identità e la costruzione del sé. La sceneggiatura mescola leggerezza e profondità, permettendo a Gloria di affrontare la vicenda con autoironia ma soprattutto con umanità. Il risultato è un equilibrio fra commedia e introspezione che punta a coinvolgere emotivamente lo spettatore.
Cambia anche il formato: la storia viene concentrata in un unico episodio lungo, scelta che rende il tono più compatto e l’arco emotivo dei personaggi più lineare. Questo tipo di montaggio favorisce la continuità tra scene e permette di approfondire tanto gli ambienti quanto i comprimari, dando una lettura corale senza spezzettare il flusso narrativo.
Cast, personaggi e dettagli di messa in scena
Al centro rimane Sabrina Ferilli nel ruolo di Gloria Grandi, una “canaglia simpatica” capace di commettere errori ma anche di mostrarsi empatica. Intorno a lei un cast corale: Sergio Assisi (Alex), Emanuela Grimalda (Iole), Luca Angeletti (Sergio), Pino Strabioli (dottor Rummo), David Sebasti (Filippo), Martina Lampugnani (Emma), Francesco Arca (Bernardo Pace), Claudia Gerini (la Bella del Tufello), Ilaria Nestovito (Livia) e Lucianna De Falco (Carmela a’ terminator). Le dinamiche tra questi personaggi costruiscono contrasti e alleanze che sostengono il percorso di redenzione e di consapevolezza della protagonista.
Programmazione e aspettative del pubblico
Gloria – il ritorno andrà in onda su Rai 1 e sarà disponibile su RaiPlay il 3 marzo, proposta in un’unica serata che concentra l’attenzione del pubblico e favorisce il dibattito immediato. La scelta di un lancio concentrato può amplificare l’eco mediatica e rendere più nette le reazioni del pubblico e della critica nei giorni successivi. Con la regia di Manfredonia e un’interpretazione misurata di Ferilli, il progetto punta a coniugare leggerezza e profondità, offrendo una storia di riconciliazione che privilegia la verità quotidiana alle grandi svolte narrative.

