Melissa Satta debutta sul grande schermo: è ufficiale il suo ruolo nel film C14, le riprese sono partite il 23 febbraio a Bassano del Grappa. Accanto a lei nomi di peso come Raoul Bova, Ludovica Martino e Giancarlo Giannini. Prodotto da Eriadorfilm con Rai Cinema e il sostegno del Ministero della Cultura, il progetto miscela thriller, storia e scienza intorno al mistero della Sacra Sindone.
Dove e quando si gira
Le riprese proseguiranno tra Veneto e Puglia, con tappe già confermate a Marostica, Padova (anche alla Basilica di Santa Giustina) e nella Masseria San Domenico in Puglia.
Le location sono state scelte per la loro forza visiva: borghi, chiese e paesaggi rurali contribuiscono a costruire l’atmosfera inquieta e suggestiva del film.
Di cosa parla C14
C14 è ambientato nel 2033 e prende le mosse dal ritrovamento di un medaglione d’oro che riproduce il volto impresso sulla Sindone. Questo oggetto scatena una corsa contro il tempo: tra dibattiti religiosi, tensioni politiche e questioni di metodo scientifico, la storia presenta una crescente spirale di sospetto e conflitto.
La regia punta a un ritmo serrato e a un clima di costante inquietudine, oscillando tra scena pubblica e tensioni private.
I protagonisti
Al centro della vicenda ci sono Giorgia Giani, una ricercatrice interpretata da Ludovica Martino, e Tommaso Luraghi, sindonologo nelle mani di Raoul Bova. Giorgia sottrae il medaglione per cercare risposte, mentre Tommaso offre chiavi di lettura storiche e scientifiche: tra i due nasce una collaborazione che mette in luce dilemmi etici, scontri accademici e rischi personali.
Melissa Satta: da showgirl a interprete
Per Melissa Satta questo è un passaggio professionale significativo. Dopo il lavoro in televisione e gli impegni come modella, la Satta affronta ora un percorso recitativo più strutturato, fatto di prove, lezioni e lavoro quotidiano sul set. Non è solo presenza scenica: qui si lavora sul personaggio, sulla continuità emotiva e sulla credibilità interpretativa. Fonti della produzione raccontano di sessioni formative e di confronto continuo con il regista e colleghi più esperti.
Conflitti, società segrete e tensione narrativa
Nel racconto il medaglione diventa il fulcro di una faida che coinvolge società segrete, interessi politici e vendette private. La sceneggiatura non si limita allo scontro tra scienza e negazionismo: usa questo conflitto come metafora di tensioni più ampie, con ricadute pesanti sulla vita personale dei protagonisti.
Un progetto con ambizioni internazionali
Dietro la macchina produttiva c’è la volontà di posizionare C14 anche fuori dall’Italia: la combinazione di un cast noto, una storia che mescola dato documentato e invenzione narrativa, e il ricorso a consulenze storiche e scientifiche punta a convincere festival e distributori esteri. La regia è affidata ad Antonello Belluco, che ha co-scritto la sceneggiatura con Giuseppe De Concini; la produzione sottolinea il valore della componente metodologica come elemento distintivo.
Cast e dinamiche di scena
Oltre a Satta, Bova e Martino, nel cast figurano Francesco Arca, Giancarlo Giannini, Stefano Abbati, Mattia Sbragia ed Elena Majoni. La scelta di mescolare interpreti affermati e volti nuovi vuole creare contrasti e tensioni sul piano recitativo, alternando ruoli di grande peso a performance emergenti.
Cosa aspettarsi
Al momento restano da comunicare le date di uscita e i dettagli sulla distribuzione, ma la produzione conferma ulteriori riprese e le attività formative sul set. L’obiettivo dichiarato è costruire un thriller che funzioni sul piano emotivo e intellettuale: una storia capace di intrecciare mistero, rigore e suggestione visiva, con la speranza di trovare spazio anche sulla scena internazionale.











