Chi è Letizia Moratti: dalla politica, all’economia, a San Patrignano

Dalla politica, al ruolo di amministratore delegato alle sue ultime considerazioni sulla serie tv Netflix SanPa: ecco la vita di Letizia Moratti.

Politica e manager italiana, Letizia Moratti è stata la prima donna presidente della RAI e la prima a essere sindaco di Milano. Di recente ha espresso il suo parere sulla serie Netflix su San Patrignano: “Non aver raccontato nessuna delle storie di fragilità che poi sono diventate forza e vita piena è stata un’occasione persa” ha raccontato al Corriere della Sera.

Chi è Letizia Moratti

La sua carriera è iniziata come Ministro con il Governo Berlusconi per arrivare poi a Sindaco di Milano e, attualmente, a presidente del Consiglio di Gestione della UBI Banca. Letizia Moratti è nata il 26 novembre 1949 a Milano. Nel 1972 si laurea in Scienze Politiche alla Statale di Milano, dove inizia poco dopo a lavorare come assistente in diritto Comunitario Europeo del prof. Fausto Pocar. Conosce e si sposa con Gianmarco Moratti, imprenditore del settore petrolifero, col quale ha due figli, Gilda e Gabriele.

A 25 anni Letizia Moratti inizia la sua carriera imprenditoriale grazie alla fondazione di una società di brokeraggio assicurativo e nel 1990 entra nel consiglio d’amministrazione della Comit. Nel 1999 diventa presidente e amministratore delegato di New Corp Europe, società che si occupa di editoria e di televisione privata di proprietà di Rupert Murdoch e, dal 2000 al 2001, fa parte del gruppo Carlyle Europe società in cui i principali fattori d’investimento sono in industrie aerospaziali, difesa, energia, servizi finanziari, sanità, infrastrutture, trasporti, comunicazioni.

Nel 1994 inizia la sua carriera in politica con il primo governo Berlusconi: diventa ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Nel suo mandato propone una legge di riforma del sistema scolastico conosciuta come Riforma Moratti, varata nel 2003. Alle elezioni del 2006 Moratti è la candidata alle comunali Milano della coalizione di centro-destra e riesce a vincere le elezioni diventando la prima donna a ricoprire il ruolo di sindaco della città. Nel 2011 si ricandida ma ha la meglio lo sfidante di centro-sinistra Giuliano Pisapia e Moratti diventa consigliere comunale d’opposizione. L’anno successivo darà le dimissioni dalla carica di consigliere e lascerà il partito della Casa delle Libertà per seguire il progetto Futuro e Libertà per l’Italia.

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Moratti e San Patrignano

SanPa – Luci e tenebre di San Patrignano è la serie tv documentaristica targata Netflix che in 5 episodi racconta la storia dell’omonima comunità di recupero di Coriano, provincia di Rimini. La docu-serie ha aperto il dibattito su alcune figure presenti come quella di Vincenzo Muccioli, fondatore della comunità, e anche su quella di Letizia e Gianmarco Moratti, protagonisti di quegli anni. Letizia Moratti in un’intervista al Corriere della Sera ha raccontato: “Quelli erano anni difficilissimi per il tema delle tossicodipendenze che stava esplodendo e abbiamo da subito creduto al progetto pionieristico di Vincenzo. Siamo arrivati a San Patrignano nel settembre del 1979, c’erano una quindicina di ragazzi ospitati e quella è diventata la nostra seconda casa: vivevamo in una roulotte con Gianmarco e i miei figli e per 40 anni tutti i nostri weekend, ogni Natale, Pasqua e ogni vacanza estiva noi siamo stati lì, con i ragazzi”.

Secondo Moratti in quel periodo lo “Stato era impreparato” e quel progetto era un tentativo di dare una risposta. Per quanto riguarda Muccioli “è stato l’uomo che ha avviato il progetto – riprende Moratti – per noi l’esperienza non era Muccioli, ma San Patrignano, e limitare tutto il racconto della comunità alla storia di un uomo non rende merito all’impegno di tutti i ragazzi per far crescere San Patrignano in ciò che è oggi per il nostro Paese […] Forse sono troppo coinvolta per un giudizio. Di sicuro mi ha colpito rivivere la disperazione di tante mamme che allora vedevano Sanpa come unica speranza. E mi ha colpito che nonostante alla regista fossero state completamente aperte le porte, a me e a tantissime delle persone che ci hanno contattato e ci stanno contattando in questi giorni è parso di vedere solo le ombre. Penso sia stata un’occasione persa, perché la droga rappresenta ancora oggi una emergenza e molti giovani affrontano il tema con la fragilità e le insicurezze tipiche della loro età. Non aver raccontato nessuna delle storie di fragilità che poi sono diventate forza e vita piena è stata un’occasione persa”.

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Scritto da Evelyn Novello
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