Geppi Cucciari su La 7, Francesco Merlo su Repubblica Tv e Beppe Severgnini sul Corriere sono tra i pochi sopravvissuti alla paranoia del pensiero unico che ha linkato i nostri cervelli alla presa TV…
Dal naufragio della Costa Concordia sono scampati in migliaia.
Pochi si sono invece salvati dalla paranoia del pensiero unico televisivo che ha linkato i nostri cervellini all’antenna centralizzata.
Ogni giorno il comandante Bruno Vespa intima ai coraggiosi superstiti del naufragio neuronale: “Salite a bordo, cazzo!”.
Ma qualcuno disobbedisce.
Eccone un paio.
Intanto Geppi Cucciari, che su La7 intona il controcanto alla tragedia, forte della missione comica che le consente una licenza trasgressiva.
Da (ri)vedere su questa pagina, puntata di mercoledì 18 gennaio.
Il giornalista Francesco Merlo su Repubblica Tv esprime -addirittura!- un’idea radicale e diversa sul ruolo dei protagonisti e stronca senza pietà il fariseismo italico (ascolta qui)
Il celebrato De Falco, sostiene, non è un eroe ma un ducetto in un Paese di gerarchi.
E gli italiani, incalza, assomigliamo un po’ tutti a Schettino: spavaldi, arroganti e vanitosi quando siamo al sicuro e pavidi quando dobbiamo assumerci le nostre responsabilità.
Con tono meno spavaldo, Beppe Severgnini concorda sul nocciolo della questione:
Scopro perciò con stupore- scrive sul Corriere- che De Falco è il nuovo eroe della rete (cercate su Twitter #defalco). …Se la normalità è diventata eroica, in Italia siamo nei guai. C’è chi…ha trasformato i due uomini (De Falco e Schettino, ndr) in personaggi conradiani, rappresentazione del coraggio e dell’ignavia, della forza e della debolezza, del bene e del male.
Molti stranieri ci osservano e non capiscono.
Aspettatevi che dicano, nei prossimi giorni, quello che scrive Margherita Masotti (twitter/mstmgh) da Grosseto: «Chapeau a #defalco, ma è possibile che la tragica mancanza di professionalità di alcuni renda speciali le persone normali?».
Offro i contributi come omaggio alla sacra biodiversità dell’informazione, ormai azzerata dal delirio degli opinioneggiatori televisivi.
E propongo ,invano, l’hastag #Cucciari_Severgnini_Merlo_Eroi
