Alessandra Gallocchio, dal successo su Instagram ai podcast: “Sono la mia nuova sfida”

Alessandra Gallocchio si racconta: dal debutto sui social al successo con le amiche Arianna e Chiara.

Nata nel 1990, Alessandra Gallocchio è oggi una tra le influencer italiane più seguite sui social. Dopo gli studi in Fashion Marketing Communication si sposta verso una strada diversa, quella della creatrice di contenuti. Il suo primo progetto, “Next stop”, l’ha portata a farsi conoscere sui social in brevissimo tempo e con il format cosìfantutte, insieme alle amiche Arianna Bertoncelli e Chiara Carcano, il successo ha trovato la sua conferma più stabile.

Dal lavoro in azienda a influencer: chi è Alessandra?

Ho studiato Marketing e Comunicazione al Polimoda di Firenze, dopodiché ho cominciato uno stage in un’azienda, ma avere degli orari poco flessibili mi stava un po’ stretto. Con Arianna Bertoncelli abbiamo iniziato un progetto web che con il tempo si è evoluto. Quando abbiamo conosciuto Chiara Carcano, abbiamo dato vita al format cosìfantutte.

Com’è nato cosìfantutte?

La mente dietro questo progetto è stata Arianna. Lei conosceva già me e dopo aver conosciuto Chiara, sulla scia di quello che fanno Lele Pons o Hannah Stocking (star americane che appunto ironizzano su varie situazioni) ci ha spinte a creare il format cosìfantutte. Qui in piccole pillole da un minuto ironizziamo sul mondo femminile e sui drammi di noi donne. Poi da lì cosìfantutte piano piano si è evoluto e spostato anche verso i podcast.

Come sta andando quest’esperienza?

Abbiamo deciso di spostarci verso i podcast perché dopo due anni e mezzo di lavoro il minuto di video che prevedeva il nostro format ha iniziato a sembrarci un po’ stretto per raccontare davvero quelli che sono i drammi femminili. Quindi abbiamo scelto il podcast, che abbiamo chiamato “30 anni in un secondo”. I temi da trattare li scegliamo in base alle reali esperienze di vita: sono drammi che ci succedono davvero e che scegliamo anche grazie al confronto costante che abbiamo con le ragazze che ci seguono.

Pensate di abbandonare Instagram e dedicarvi solo ai podcast?

Su Instagram ora ci stiamo concentrando solo sui Reels, dove il contenuto è sempre quello di cosìfantutte, ma in forma estremamente veloce. Avevamo provato a sviluppare anche le IgTv, però non ci sembrava che desse lo stesso effetto. Il podcast lo usiamo invece per raccontare, per confrontarci e sviluppare le tematiche più ampie.

Com’è nata la relazione con Salvatore Angelucci?

Ci siamo conosciuti tanti anni fa, un po’ per caso. Io l’ho visto e mi sono innamorata, quindi sono tornata a casa con la fissa che avrei dovuto conquistarlo a tutti i costi. In quel periodo andavo spesso a Napoli e in uno di quei viaggi con Arianna lo trovo a suonare in un locale dove io andavo sempre quando ero lì. Grazie agli amici in comune poi si è fatto in modo di fargli arrivare la voce che io ero interessata e si è scoperto che da quando ci eravamo incontrati a Napoli lui mi stava cercando. A quel punto Salvatore è venuto a trovarmi a Modena e da lì non ci siamo mai più lasciati, fino a poco tempo fa. Diciamo che, secondo me, la situazione dovuta al Covid ha fatto emergere tanti problemi nelle coppie, problemi che nella velocità della vita quotidiana magari non si ha modo di affrontare. Per noi sono venuti fuori alla fine del 2020 e ci siamo allontanati. Però poi, essendoci alla base un sentimento vero, alla fine ci siamo ritrovati.

Se dovessi oggi dare un consiglio alle ragazze quale sarebbe?

Di non adagiarsi e di creare sempre qualcosa che ci stimoli. Io avevo perso un po’ lo stimolo, sicuramente anche per la situazione dovuta al Covid e per la lunga quarantena. Il mio consiglio è quindi quello di trovare un motivo che ci dia tutti i giorni la carica di dire “Ok, oggi si comincia un’altra giornata.”

Il tuo nome è stato associato alla notizia di cronaca relative alla feste di Alberto Genovese: pensi possa danneggiarti, cosa ne pensi?

Io sono andata a qualche festa, l’ho detto anche sui miei canali e penso che non ci sia niente di male, non è un reato. Credo che la maggior parte delle persone presenti, mai avrebbe potuto pensare a una situazione del genere. Quello che è successo è molto grave, quindi penso che davvero non si sarebbe mai potuto pensare che succedessero cose del genere altrimenti nessuno avrebbe frequentato quel posto. Io credo che denunciare una violenza sia molto importante e non penso che ci sia una tempistica fissa da seguire in questi casi, lo si fa quando ci si sente di farlo.

Come hai reagito quando hai scoperto ciò che accadeva?

Sono rimasta sconvolta. Ho pensato non fosse vero, proprio perché non avevo mai percepito nessuna situazione di pericolo. Mai mi sarei aspettata una cosa del genere essendo stata presente in quelle situazioni. Purtroppo però le cose accadono e temo che accadano più spesso di quanto sappiamo.

Scritto da Paola Barletta
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