Wanna Marchi è rimasta ferita durante una passeggiata con la cagnolina l’11 febbraio a Milano. Il fatto, raccontato dalla stessa ex televenditrice in un post su Instagram, mostra il volto tumefatto, i graffi e le ecchimosi. Nel video la donna spiega la dinamica dell’investimento e i motivi del rifiuto del trasporto in ospedale.
Le immagini e le parole nel post documentano le conseguenze fisiche dell’urto e le reazioni emotive della donna.
Interventi di passanti e soccorritori compaiono nel filmato. La figlia, Stefania, fornisce una versione sulla dinamica che avrebbe causato l’incidente.
Il racconto di Wanna: dolore, confusione e rifiuto dell’ospedale
Nel video pubblicato sul suo profilo, Wanna Marchi descrive con voce provata le sensazioni provate dopo essere stata urtata dall’auto. Racconta di essersi trovata sulle strisce pedonali quando il veicolo l’ha colpita: «ricordo solo una macchina che mi arriva qua», afferma.
Secondo il racconto, è caduta in avanti sul marciapiede e ha avvertito i sassi che le penetravano nelle mani e nel volto, provocando un «male terribile». Nonostante i segni evidenti sul viso, la donna ha rifiutato il trasferimento in ospedale dopo aver appreso che la struttura era la stessa dove è deceduto suo marito, motivo che l’ha indotta a rifiutare categoricamente il trasporto.
Confusione temporanea e assistenza sul posto
Testimoni e familiari descrivono uno stato di confusione temporanea al momento dell’incidente.
Sul posto sono intervenuti operatori che hanno prestato le prime cure. La vittima ha accettato solo un’assistenza di base senza ricovero. Le autorità competenti stanno ricostruendo la dinamica dell’urto per verificare responsabilità e modalità dell’investimento.
Le autorità competenti stanno ricostruendo la dinamica dell’urto per verificare responsabilità e modalità dell’investimento. Sul posto i soccorsi hanno riferito difficoltà iniziali nella comunicazione con la donna, che ha pronunciato il proprio nome ma non ha ricordato immediatamente l’indirizzo di residenza.
I sanitari hanno tentato di contattare i familiari utilizzando il cellulare della donna, probabilmente recuperato da persone presenti alla scena. Nonostante il dolore, la donna ha espresso in modo chiaro la volontà di non essere trasportata in ospedale, motivando la scelta con timori riferiti a vicende familiari pregresse.
La versione della figlia e la dinamica dell’incidente
La figlia ha fornito una propria ricostruzione dei fatti durante il primo contatto con gli inquirenti. Secondo il racconto, la madre si trovava sulle strisce pedonali al momento dell’impatto, mentre il conducente del veicolo non sarebbe riuscito a evitare l’urto.
Gli investigatori hanno acquisito le testimonianze dei presenti e stanno esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona per chiarire la velocità del veicolo e la posizione dei pedoni. Ulteriori accertamenti tecnici saranno eseguiti per stabilire eventuali responsabilità penali e civili.
Dopo i primi rilievi, la figlia Stefania ha fornito una descrizione tecnica della dinamica. Secondo la sua ricostruzione, il conducente non avrebbe visto la donna per il sole negli occhi e per una curva affrontata con ampiezza eccessiva. La visuale sarebbe stata ostacolata anche da un’auto parcheggiata in modo irregolare, che avrebbe impedito la linea di vista sulle strisce pedonali. Quando il conducente si è accorto della presenza dell’anziana, la donna si sarebbe spaventata, avrebbe accelerato il passo e poi perso l’equilibrio cadendo.
Il conducente più giovane si è fermato immediatamente e ha prestato soccorso. Insieme ad altre persone presenti ha allertato il 118 e assicurato assistenza alla donna caduta. La famiglia ha espresso riconoscenza verso chi è intervenuto, sottolineando che «molti non si sarebbero fermati». Secondo i presenti, la presenza di testimoni ha evitato conseguenze peggiori per la vittima.
Il ruolo di chi è intervenuto
Stefania ha inoltre denunciato comportamenti di guida e di parcheggio scorretti che rendono pericolosi attraversamenti e incroci. Ha espresso frustrazione per chi ostruisce la carreggiata e aumenta il rischio per i pedoni. Le forze dell’ordine hanno effettuato i rilievi e raccolto le testimonianze per ricostruire la dinamica dell’incidente.
Le forze dell’ordine hanno effettuato i rilievi e raccolto le testimonianze per ricostruire la dinamica dell’incidente. Tra i presenti si segnala anche Davide Lacerenza, indicato come ex compagno di Stefania, che secondo i testimoni è «arrivato come sempre nei momenti del bisogno». La nipote e altri presenti hanno invitato la donna ad accettare le cure, senza tuttavia modificare la sua decisione. Nonostante il dolore, Wanna Marchi ha ringraziato chi si è fermato e ha mostrato gratitudine verso chi le è stato vicino in quei momenti di tensione.
Il commento finale e l’impegno personale
Nonostante le difficoltà fisiche, Wanna Marchi ha reso noto un elemento positivo: il suo nuovo libro è ora in vendita. Nel post su Instagram ha scritto di essere «piena di ecchimosi, lividi e tagli» ma anche felice per l’uscita del volume. Ha confermato la determinazione a proseguire la propria vita pubblica nonostante l’episodio. Le indagini sull’accaduto proseguono per chiarire eventuali responsabilità.
Wanna Marchi resta al centro dell’attenzione dopo l’incidente, che solleva questioni su sicurezza urbana, responsabilità dei conducenti e correttezza nel parcheggio. L’episodio richiama l’importanza della prudenza negli spostamenti e di comportamenti civili volti a ridurre i rischi sulla strada.
La priorità delle autorità e dei soccorritori è la tutela della salute della donna. Le indagini proseguono per chiarire eventuali responsabilità e accertare le circostanze dell’accaduto.











