Valentina Garrapetta è una professionista della salute mentale che ha acquisito visibilità pubblica dopo il coinvolgimento nel cosiddetto caso della famiglia nel bosco. In questo articolo ricostruiamo il suo percorso professionale, il ruolo assunto nel procedimento giudiziario che ha interessato i minori e le contestazioni sollevate dalla difesa della famiglia, mantenendo quanto possibile l’ordine dei fatti e la chiarezza sul piano tecnico.
Lo scopo è fornire un ritratto informativo: non solo i dati essenziali sulla formazione e l’attività clinica, ma anche le dinamiche che hanno portato alle critiche pubbliche, le reazioni della professionista e il contesto giudiziario in cui l’incarico è stato confermato dal Tribunale per i Minorenni dell’Aquila.
Formazione e ambito professionale
La figura di Garrapetta si caratterizza per un percorso accademico e professionale focalizzato sulla clinica e sulla forense. Secondo fonti pubbliche sarebbe nata il 27 ottobre 1995 a L’Aquila; ha conseguito la laurea in Psicologia clinica presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara con il massimo dei voti, e risulta iscritta all’Ordine degli Psicologi della Regione Abruzzo (numero 3728). Dal 2026 ha iniziato l’attività come libera professionista, con sede operativa nella provincia dell’Aquila.
Percorso accademico e specializzazioni
Si è formata come psicoterapeuta ad orientamento psicodinamico e ha sviluppato competenze in psicodiagnostica, psicologia clinica e psicologia forense. Il lavoro clinico comprende interventi di sostegno psicologico per adulti, giovani adulti e anziani, oltre alla gestione di problematiche quali ansia, depressione, traumi e difficoltà relazionali. Nei profili professionali online è presente la collaborazione con piattaforme come Unobravo, dove figura come psicoterapeuta psicodinamica.
Ambiti di pratica
La professione di Garrapetta è rivolta sia all’ambito privato sia a incarichi connessi al sistema giudiziario: tra le sue attività si indicano la redazione di perizie, la partecipazione in qualità di consulente tecnico e l’esecuzione di test psicologici standardizzati.
La sua sede di riferimento ufficiale è riportata in Corso Vittorio Emanuele 136 a L’Aquila, e la sua attività viene svolta prevalentemente in Abruzzo, con residenze indicate a Scoppito o L’Aquila.
Il coinvolgimento nel caso della famiglia nel bosco
Il caso che ha portato Garrapetta all’attenzione dei media riguarda la famiglia composta da Nathan Trevallion e Catherine Birmingham e i loro tre figli, vivendo in condizioni di isolamento nei boschi di Palmoli, provincia di Chieti.
Il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha disposto valutazioni sulle capacità genitoriali e l’affidamento temporaneo dei bambini a una casa famiglia; in questo quadro la dottoressa è stata nominata come ausiliaria della Consulente Tecnica d’Ufficio (CTU) Simona Ceccoli con il compito di svolgere test psicologici e supportare la stesura della perizia.
Incarico e attività svolta
Come ausiliaria del CTU, il suo lavoro ha incluso l’applicazione di strumenti diagnostici standard e la partecipazione alle valutazioni cliniche rivolte sia ai genitori sia ai minori, in vista della relazione che doveva essere depositata in sede giudiziaria. Il ruolo tecnico richiede neutralità procedurale e rigore metodologico: termini come consulente tecnico d’ufficio e perizia psicologica riassumono responsabilità che hanno ricadute sui diritti dei minori e sulle decisioni del Tribunale.
Controversie e richiesta di ricusazione
Nei mesi di febbraio e marzo 2026 la sua nomina è stata contestata dagli avvocati della famiglia, i quali hanno presentato istanza di ricusazione sostenendo che, prima dell’incarico, la psicologa avesse pubblicato su Facebook messaggi e condivisioni critiche nei confronti della coppia, giudicati incompatibili con l’imparzialità richiesta. Le critiche hanno incluso accuse sulla scelta dei test e sulla presunta inesperienza per età e anni di iscrizione all’albo. Il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila ha respinto la richiesta di rimozione e ha confermato la prosecuzione dell’incarico.
Presenza pubblica, reazioni e vita privata
Oltre al lavoro clinico, Garrapetta ha partecipato a trasmissioni locali, ad esempio come ospite della puntata di “Obiettivo Salute” su LAQTV nel gennaio 2026, affrontando temi di salute mentale. Sul versante social, il suo profilo professionale Facebook elenca servizi di consulenza clinica e forense, mentre il profilo personale e la presenza su Instagram risultano più riservati; proprio alcuni post personali hanno originato le contestazioni di parte.
Repliche e riservatezza
Di fronte alle critiche, la dottoressa ha precisato che i messaggi condivisi erano espressioni personali e non commenti professionali nel contesto specifico del caso, affermando inoltre la volontà di limitare ulteriori dichiarazioni «per il bene dei bambini». Restano comunque pubbliche le informazioni di base sul suo esercizio professionale in Abruzzo e le sue specializzazioni.
Curiosità e aspetti pratici
Tra le curiosità segnalate dalle cronache: la pagina professionale Facebook con post a partire dal 2026, la collaborazione con piattaforme online e l’assenza di notizie dettagliate sulla sfera privata della professionista. In sintesi, il profilo di Valentina Garrapetta combina competenze cliniche e forensi con un recente ingresso nella scena pubblica, elemento che ha amplificato ogni aspetto del suo operato professionale.

