Twilight, la recensione sul nuovo blog dedicato all’Horror

Il blog Horror, appena nato su Blogosfere, ha pubblicato un interessante post su Twilight che riportiamo. Ma se volete leggere tanti interessanti post sul mondo dell'horro salvate nei preferiti il blog.

di Mauro Giorgio

Con un hype degno dei più mastodontici filmoni hollywoodiani arriva il tanto atteso Twilight , horror adolescenziale che coniuga la mitologia del vampiro con l'universo giovanilistico nell'era di youtube .

Il fenomeno letterario sorto grazie alla penna di una giovine scrittrice del Connecticut, Stephenie Meyer, che con la saga iniziata dal romanzo omonimo ha fidelizzato trasversalmente l'interesse dei lettori di differenti generazioni (New Moon, Eclipse e Breaking Dawn da noi editi da Fazi Editore), non poteva non approdare al cinema dopo più di 5 milioni di copie vendute.

A dirigere il film è Catherine Hardwicke (Thirteen, Lord of Dogtown) la quale sta allegramente contemplando i 70,4 milioni di dollari sgranati al box office dopo neanche la prima settimana di programmazione negli States, successo che si sta confermando in contemporanea anche in altri Paesi, compreso il nostro con i suoi 4 milioni di euro dopo il primo weekend.

Ma cerchiamo di capire perché Twilight funziona tanto.

La pellicola mostra diversi strati di aderenza con il testo scritto, e la storia in fin dei conti è quella romanticamente "emo" del libro, dell'amor fou tra Bella Swann (Kristen Stewart, abbacinante silfide di Into the Wild) e Edward Cullen (Robert Pattinson) reso impossibile dalla loro condizione una volta tanto non sociale ma antropologica. Già perché, senza rovinare alcuna sorpresa, Edward è un vampiro di una cittadina nei pressi di Seattle che si invaghisce di una timida ma nient'affatto sprovveduta ragazzina trapiantata nel posto più sperduto del mondo dalle verdi valli dell'Arizona.

La questione è proprio questa: il film a gradiente estetico zero, fatta eccezione per un discreto lavoro sul raffreddamento cromatico come se il paesaggio visibile fosse un'emanazione diretta dello sguardo di Edward, offre un non trascurabile soddisfacimento nella narrazione che non fa altro che coccolare due mitografie enormi e intramontabili come quella di Giulietta e Romeo e di La bella e la bestia, se poi tutti sono belli, buoni e dotati di superpoteri ancora meglio. Ma l'innesto narratologico riesce ad andare oltre perché incrocia anche il serial, formula quanto mai fortunata di questi tempi, visto che già tutti sanno prima che il film cominci, che la storia non finirà lì, intersecando altri due o tre miti seriali con il loro bravo fardello di problemi generazionali, Dawson Creek, Buffy e Heroes.

[continua a leggere]

Scritto da Style24.it Unit
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