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2 Ottobre 2026

Premio cultura a ex televenditrici: la polemica nella Sala della Protomoteca

Premio cultura a ex televenditrici: tra applausi, scandalo e nuove norme per il Campidoglio

Premio cultura a ex televenditrici: la polemica nella Sala della Protomoteca

Il 23 settembre si è tenuta una cerimonia poco ordinaria nella Sala della Protomoteca del Campidoglio di Roma. Madre e figlia, Wanna Marchi e Stefania Nobile sono state insignite del Premio Internazionale della Cultura (PIC) per i libri pubblicati di recente. L’evento, organizzato dall’editore Alessandro Gian Maria Ferri insieme al presidente Silvestro Mucillo, ha attirato più di duecento invitati, ma ha anche scatenato un’immediata ondata di polemiche sui social media.

Le polemiche sono nate non tanto dal valore artistico delle opere quanto dal passato giudiziario delle due donne. Entrambe sono state condannate per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata e la figlia è stata successivamente coinvolta in indagini su prostituzione e stupefacenti. Questo retroscena ha spinto l’opinione pubblica a chiedersi come sia stato possibile concedere una sede così simbolica a persone con una storia così controversa.

Premio Internazionale della Cultura: le opere premiate

Il giurì ha riconosciuto Stefania Nobile per il suo romanzo Vendere… cara la pelle un’opera che riflette sul prezzo del successo e sulla vendita di sé stessi. Nobile spiega nella sinossi che il libro vuole indagare “ciò che il successo ti dà e ti toglie”, una tematica che, a suo dire, nasce dalla propria esperienza di vita, segnata da vendite di ogni genere, anche quelle più controverse.

Il romanzo di Stefania Nobile

Nel volume, la protagonista narra la sua ascesa dalla piccola cittadina di Castel Guelfo, passando per la cella carceraria, fino a raggiungere i riflettori del Campidoglio. Nobile utilizza una prosa cruda per descrivere come ogni traguardo abbia un costo, non solo economico ma anche morale. Il PIC è stato quindi presentato come riconoscimento di un percorso di autoreflessione sincera.

Il ricettario di Wanna Marchi

Alla madre è stato conferito il premio per il ricettario La verità è che io cucino così. Qui non si pesa niente: l’unica misura è l’amore. Il libro, pubblicato nel 2026, propone ricette “senza bilancia”, sottolineando l’importanza dell’amore in cucina. Marchi ha commentato l’onore definendolo “un salto dalla cella al Campidoglio”, un vero e proprio percorso di redenzione personale.

Il passato giudiziario di madre e figlia

Negli anni 2000, Wanna Marchi e Stefania Nobile erano tra le figure più celebri delle televendite italiane, affiancate spesso dal mago Do Nascimento. Le loro trasmissioni vendevano prodotti di vario genere, dalle stoviglie alle cure miracolose, ma nel 2009 la Corte di Cassazione ha confermato le condanne per truffa aggravata: a Marchi una pena di 9 anni e 6 mesi, a Nobile 9 anni e 4 mesi. Dopo il rilascio, la figlia è stata nuovamente indagata nel 2025 per presunti legami con attività di prostituzione e traffico di stupefacenti, arrivando a una condanna di tre anni, poi convertita in affidamento in prova.

Questo passato, documentato e noto da tempo, ha alimentato le critiche più virulente sui social: molti utenti hanno chiesto se fosse legittimo concedere un premio culturale a persone con una “storia di frode” e a un “nome legato alla criminalità”.

Reazioni istituzionali e prospettive per la gestione delle sale

Il Comune di Roma ha cercato di dissociarsi dall’evento, chiarendo che il Campidoglio non ha un ruolo formale nell’organizzazione del premio. Tuttavia, la Sala della Protomoteca è una struttura comunale solitamente riservata a iniziative istituzionali. Il consigliere comunale Dario Nanni, che ha aperto la serata, ha dichiarato di non essere stato informato della presenza di Marchi e Nobile; ha aggiunto che, se avesse saputo, avrebbe preferito astenersi.

In risposta alle polemiche, l’amministrazione capitolina ha annunciato una revisione delle procedure di concessione degli spazi pubblici. L’obiettivo dichiarato è “rafforzare la verifica preventiva delle iniziative ospitate e dei soggetti coinvolti”, con l’intenzione di adottare linee guida più stringenti per evitare futuri imbarazzi. Il provvedimento prevede l’acquisizione preventiva dei programmi definitivi e dei curricula dei partecipanti prima di rilasciare l’autorizzazione.

La vicenda ha quindi aperto un dibattito più ampio sulla trasparenza delle istituzioni e sui criteri di attribuzione di riconoscimenti culturali, spingendo a una riflessione su come la storia personale dei premiati possa influenzare la percezione pubblica di un premio istituzionale.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.