Prada svela la collezione primavera 2026 durante la sfilata a Milano

Prada ha presentato a Milano la collezione primavera 2026, puntando su sostenibilità, artigianalità e nuovi codici stilistici

Prada ha svelato la collezione primavera 2026 in una sfilata milanese che ha mescolato stile, tecnica e responsabilità. L’evento, riservato a stampa, buyer e addetti ai lavori, ha messo in scena capi che guardano al futuro del brand senza rinunciare alle radici artigianali: un equilibrio fra estetica definita e scelte produttive più consapevoli.

Perché questa sfilata conta
La proposta di Prada non è solo moda: è anche un messaggio sul ruolo delle maison nella transizione verso processi più sostenibili.

Le nuove proposte intrecciano riferimenti storici del marchio con soluzioni produttive aggiornate, pensate per ridurre l’impatto ambientale e migliorare la tracciabilità. In un mercato sempre più attento a origine e responsabilità, la collezione suona come un tentativo misurato di coniugare appeal commerciale e integrità produttiva.

Tessuti, forme e dettagli
La passerella ha alternato silhouette morbide a volumi più strutturati, giocando su una palette che va dai neutri ai pastello. Sono emersi tessuti tecnici reinterpretati e fibre naturali certificate, insieme a materiali riciclati impiegati in capi-chiave come giacche e accessori.

I tagli sartoriali sono stati rielaborati con ricami rifiniti e pelle lavorata secondo tecniche tradizionali; stampe in tono su tono e sovrapposizioni hanno conferito un senso di modernità ancorato all’identità del marchio.

Scelte produttive e iniziative verdi
A livello operativo, Prada ha aumentato la percentuale di materiali certificati e ha rafforzato rapporti con fornitori locali, per contenere le emissioni logistiche. Sono stati presentati progetti pilota per il riciclo degli scarti tessili e per la riconversione di alcune filiere verso logiche circolari.

Durante la presentazione sono stati inoltre condivisi dati sulle riduzioni previste dei consumi idrici e sulle certificazioni ottenute, segno che la sostenibilità è pensata come leva strategica oltre che etica.

Come ha reagito il mercato
Buyer europei e asiatici presenti hanno apprezzato l’equilibrio tra elementi commerciabili e spunti più sperimentali: pezzi reinterpretabili pensati anche per il retail e accessori con buoni margini. Analisti e operatori hanno sottolineato che l’attenzione a pratiche sostenibili può ampliare l’appeal del marchio tra consumatori sensibili all’origine dei prodotti, rafforzando fiducia e posizionamento sul mercato.

Dietro le quinte della comunicazione
Oltre alla sfilata, Prada ha orchestrato una serie di attività di comunicazione e incontri con buyer e stampa per spiegare le scelte tecniche e i percorsi di sostenibilità. L’obiettivo dichiarato è trasformare le innovazioni in argomenti di vendita concreti, non solo in dichiarazioni d’intento. Più che una semplice passerella, la presentazione ha voluto proporre una strategia: innovare senza perdere l’identità, e farlo in modo responsabile.

Scritto da Chiara Ferrari