Chi è Naomi Beckwith: tutto sulla prima capo curatrice di colore del Guggenheim

Il suo compito è far conoscere l'arte in ogni colore, e sì, ancora una volta parte tutto da una storia di presunta discriminazione.

Appassionata d’arte, competente e nera. È Naomi Beckwith ed è la nuova capo curatrice del Guggenheim, prestigioso museo di arte moderna e contemporanea. Perché abbiamo sottolineato il colore della pelle di Naomi?

Non sarebbe importante se non fosse che quello della Beckwith è un primato.

Perché proprio pochi mesi fa, lo stesso Guggnheim era stato accusato di razzismo dal suo stesso staff e Naomi sarebbe quindi la prima donna di colore a ricoprire un ruolo tanto importante all’interno della struttura. Ma scopriamo di più si Naomi Bekwith, chi è e la strada percorsa prima di arrivare a ricoprire un incarico tanto importante.

Chi è Naomi Beckwith

Naomi Beckwith è nata a Chicago, negli Stati Uniti, nel 1976.

Si è laureata alla Northwestern University e ha conseguito un Master al Courtault Institute of Art a Londra, diventando esperta di storia dell’arte, arte moderna e arte contemporanea. Nella sua Chicago ha ricoperto per 10 anni il ruolo di curatrice al Museum of Contemporary art. Museo dove la Beckwith si è sempre impegnata a dare visibilità ad artiste afro-americane.

Naomi ha anche collaborato con lo Studio Museum di Harlem, dove anche in questo caso ha dato il suo contributo per dare risalto ad artisti di origini africane.

Il suo impegno dichiarato, infatti, è sempre stato quello di preservare la storia dell’arte intesa come il racconto, attraverso questo medium, di generazioni di diverse etnie.

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Naomi Beckwith dopo la bufera al Guggenheim

La sua competenza in materia e il suo impegno a favore dell’arte le hanno fatto superare molti traguardi. Il Guggenheim, per il quale prenderà servizio come capo curatrice a partire da giugno 2021, è solo uno di questi. Naomi Beckwith prenderà il posto di Nancy Spector, accusata come altri superiori del museo, di perpetuare comportamenti razzisti nei confronti di alcuni membri dello staff.

Accuse che, nell’era dei social hanno fatto inevitabilmente il giro di Twitter, il preferito degli americani, e che probabilmente hanno costretto il direttore della fondazione Solomon R. Guggenheim a prendere una posizione. È anche giusto sottolineare però, che dalle gravi accuse di razzismo è partita un’inchiesta terminata senza alcun riscontro. Lo scandalo però ha suscitato così tanto clamore da costringere la Spector a dare le dimissioni.

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Gli afroamericani in America

Se Naomi Beckwith ha dichiarato di non voler essere una sorta di cerotto per riparare il presunto scivolone fatto dal Guggenheim, è anche vero che la sua assunzione rappresenta un triste primato. L’America sembra vivere in un’eterna contraddizione quando si parla di etnie. Non è nuova alle denunce che sottolineano una distanza, che non ha ragione di esistere, tra la cultura afro e quella americana. Eppure, sempre dalla terra a stelle e strisce arrivano alcune delle più importanti personalità afroamericane della storia, primo fra tutti Martin Luther King.

Scritto da Arianna Giago
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