Manovra e tampon tax, resiste l’Iva al 22% sugli assorbenti

La tassa sui prodotti igienici femminili resta al 22% ma la manovra di Bilancio rappresenta un passo in avanti per la parità di genere.

Il ciclo mestruale rimane ancora un lusso e la tampon tax resta invariata, fissa al 22% come su tutti gli altri beni di consumo. L’emendamento alla manovra di Bilancio a firma di Laura Boldrini che l’avrebbe ridotta al 5% su tutti gli assorbenti non è passato.

Per le coperture, secondo le stime del Mef, sarebbero serviti circa 300 milioni di euro.

Nuova manovra e tampon tax

A differenza di altri Paesi europei, la tampon tax in Italia continua a resistere. L’ex presidente della Camera Laura Boldrini aveva firmato un emendamento alla manovra di Bilancio che rappresentava un passo in avanti nel taglio dell’imposta sui prodotti igienici femminili, non solo su quelli compostabili o lavabili come aveva ottenuto la manovra dell’anno scorso.

Lo sgravio sarebbe stato esteso a tutti i prodotti “per la protezione dell’igiene femminile quali assorbenti igienici esterni e tamponi interni, coppette mestruali” ma per le coperture, secondo le stime del Mef, sarebbero serviti circa 300 milioni di euro. E così, l’emendamento è saltato.

La Legge di Bilancio ormai è in dirittura d’arrivo. Dopo l’esame della Commissione, oggi il Governo dovrebbe porre la questione di fiducia sul pacchetto di emendamenti tra cui c’era anche quello sulla tampon tax, già bocciato.

Le donne quindi resteranno a guardare i progressi compiuti su questo stesso tema dagli altri Paesi europei come Spagna, Regno Unito e Cipro che prevedono già una tassazione al 5 per cento. Ci sono poi l’Irlanda che ha abolito completamente l’iva e la Scozia che distribuisce i tamponi in maniera totalmente gratuita. Laura Boldrini non si è però persa d’animo. Consapevole delle difficoltà economiche dettate dalla crisi per Covid, l’Onorevole e le altre firmatarie dell’emendamento incassano per il momento la sconfitta sulla tampon tax ma approvano l’attenzione per le esigenze femminili che dimostra la manovra in esame.

Se non si otterrà, almeno a breve, il taglio dell’Iva, la manovra apporterà comunque delle novità positive per le donne con iniziative a sostegno della parità di genere. Decisi infatti un’estensione da 7 a 10 giorni del congedo di paternità per il 2021 e 50 milioni per favorire il rientro al lavoro delle neo mamme. Importanti passi in avanti anche lo sgravio contributivo al 100% per le aziende che assumono una donna, un Fondo per l’imprenditoria femminile e l’assegno unico per famiglie con figli. In arrivo anche un Fondo per il sostegno della parità salariale di genere con una dotazione di 2 milioni di euro annui dal 2022 destinato a favorire pari opportunità sui luoghi di lavoro. Previsti poi un assegno mensile di 500 euro per le madri single o monoreddito con un figlio disabile e il cosiddetto “reddito di libertà” che aiuterà le donne vittima di violenza a costruire percorsi di autonomia.

Leggi anche: Coronavirus, le più penalizzate sul lavoro sono le donne: i dati

Scritto da Evelyn Novello
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