Elisabetta Canalis e George Clooney, ma tu pensa che caso (Š un fotomontaggio, dai…)

Sono andato a riprendere un mio post su Elisabetta Canalis risalente al giugno del 2007. Lo appiccico qui sotto perchè è quanto mai attuale, ditemi voi se non è vero.

Ma poi, scusate, ma nella foto qui sopra ci sono i cartonati da edicola di George Clooney ed Elisabetta Canalis o sono veramente loro? Mamma mia che foto terribile.

Qui sotto, però, sembrano esserci delle prove.

E daje mandrilloni

Sono però due le cosucce che non tornano (visi strani a parte): dove è finito il tatuaggio della Canalis? Ma che braccia lunghe ha George?

Certo, non c'è bisogno di darla via per lavorare, tante tue colleghe lo hanno fatto ma questo non vuol dire che questa debba essere la prassi. Ammesso e concesso.

Il problema è che ci sono tanti altri modi per diventare famosa giocando sempre con il lato sessuale della vita.

Partiamo dal presupposto che la tv sia solo un contorno. Come piatto principale invece proponiamo riviste di gossip e giornali.
Bene, e allora?

Bah, non saprei, magari una starlette potrebbe gettarsi in storie con personaggi famosi per far salire le proprie quotazioni, magari potrebbe avere qualche avventura fugace con un nome da grido per far parlare di sè. Qualcuna è diventata famosa grazie a questi giochetti.

Cambia qualcosa? Forse sì. Perchè nel caso del "darla via per lavorare" si offre il proprio corpo in maniera subdola per fare carriera, nell'altro caso invece ci si trova di fronte ad una semplice relazione tra esseri umani che "sfortunatamente" è scappata di mano e finita sui giornali.

Il risultato però è lo stesso: uso il sesso o una relazione tra uomo e donna e subito dopo la mia carriera scatta al gradino successivo.

No, non è il tuo caso Elisabetta, sono solo partito da uno spunto per riflettere sul fenomeno valletta-velina-meteorina-schedina che cavalca la gloria senza una ragione ben precisa.

Quindi sarà anche vera questa tua affermazione:
"Pare che succeda? Dipende da te. Un buon agente non ti porterà mai a cena con un politico o un produttore tv senza che ci siano motivi di lavoro. Il vero dramma è stato nel periodo in cui ero ancora single e i fotografi si appostavano davanti a casa mia alla caccia disperata di un finto scoop. Mi seguivano alle tre di notte – racconta a Donna Moderna – mi dicevano di tutto per provocare una reazione irritata. C'è stato un momento in cui ho pensato: voglio cambiare vita, con lo spettacolo ho chiuso".
Però quando si insegue la fama si hanno a disposizione sempre tante carte sul tavolo, spesso dello stesso seme. Basta giocarne una tra le tante e il risultato è ottenuto. A meno che, come spesso accade quando ci si trova intorno ad un tavolo verde, non subentri la fortuna. Allora lì tutto fila liscio.

Beata Elisabetta, la Dea bendata è sempre dalla tua parte.

Scritto da Style24.it Unit
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