Le donne dell’Argentina sono favorevoli all’aborto: il documentario

Ben prima della legalizzazione dell'aborto in Argentina, il regista Solanas fa eco alle proteste delle donne con il documentario Let it be law.

Poco dopo il raggiungimento di un traguardo storico, la legge sulla legalizzazione dell’aborto in Argentina, nel corso del Fashion Film Festival Milano viene presentato un documentario che sostiene questa battaglia. Si chiama Let it be law (lascia che sia legge) ed è stato girato nel 2018, quando nel Paese erano già diffuse le manifestazioni pro aborto.

Le donne argentine pro aborto: il documentario

Nel 2018 l’Argentina discuteva sul disegno di legge che avrebbe legalizzato l’aborto. Le proteste delle donne che avrebbero voluto la sua approvazione non mancavano, eppure il disegno fu bocciato al Senato. Fu in quel clima sociale che il regista Juan Solanas girò il documentario Let it be law (lascia che sia legge), presentato a Cannes nel 2019 e poi quest’anno nella quinta giornata del Fashion Film Festival Milano.

Il tema centrale è proprio quello dell’aborto, trattato dal punto di vista delle donne che per vari motivi vorrebbero interrompere la gravidanza ma non possono farlo e per questo rischiano la vita.

Le storie presentate sono molte. C’è quella di Florencia, ragazza che subisce una violenza sessuale e che sceglie di interrompere la gravidanza clandestinamente. Durante l’operazione ha una forte emorragia, si reca in ospedale ma viene trattata in malo modo dai medici che avevano capito ciò che aveva provato a fare.

Poi c’è Ana Maria, malata oncologica, le viene impedito di abortire e muore poco dopo il parto. Infine, Liliana, anche lei arriva in ospedale dopo un aborto clandestino ma non viene curata tempestivamente e perde la vita.

“L’idea era non forzare niente, inserire la realtà. Non c’è bisogno di forzare per capire quanto questo è assurdo. È una fotografia della realtà, chiedevo alle persone di raccontare in modo libero” ha detto il regista Solanas spiegando che il suo documentario si basa effettivamente su testimonianze dirette di donne che hanno provato il dramma di voler interrompere una gravidanza in Argentina. Si tratta della pericolosità degli aborti clandestini, dell’astio dei medici ma anche di tante voci di preti, politici e esponenti del movimento pro-vita contrari alla pratica.

Nel documentario sono mostrate le battaglie delle manifestanti che, sventolando il fazzoletto verde simbolo delle proteste, cantano sulla base di Bella ciao: “Il sistema che ci opprime cadrà cadrà cadrà, porremo fine al patriarcato e anche al sistema capitalista. Questo è il mio corpo e io decido: lascia che l’aborto sia legale”. A sostegno della richiesta di legalizzazione dell’aborto, in Let it be law compare anche la deputata Mayra Mendoza che parla di giustizia sociale: lo Stato deve garantire il diritto alla salute a tutte le donne, compreso quello a interrompere una gravidanza in modo sicuro. Ma è mostrato anche un parroco che, nonostante l’Argentina sia un Paese fermamente cattolico, dice “Gesù non avrebbe mandato nessuna donna in prigione per aver abortito”. E un ginecologo aggiunge: “Le donne venivano giudicate, stigmatizzate e maltrattate dal momento in cui entravano in ospedale. Non posso credere che Gesù voglia questo”.

L’aborto è diventato legale nel dicembre 2020 ma la questione rimane comunque aperta perché tantissimi sono i medici obiettori di coscienza e ciò potrebbe, di nuovo, essere un ostacolo al pieno godimento del diritto alla salute da parte delle donne argentine.

Leggi anche: Coronavirus, alle donne sembra essere negato il diritto all’aborto

Scritto da Evelyn Novello
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