Negli ultimi decenni la ricerca sui sistemi metabolici ha rivoluzionato il modo in cui pensiamo la perdita di peso e la cura del diabete. Al centro di questa trasformazione c’è la relazione fra cervello, intestino e ormoni: in particolare il peptide GLP‑1 e i farmaci che attivano il suo recettore hanno aperto nuove strade terapeutiche, cambiando sia gli obiettivi clinici sia il dibattito pubblico sulle cure.
Che cosa sappiamo del GLP‑1 – Il GLP‑1 è un ormone intestinale che aumenta la secrezione di insulina in modo dipendente dal glucosio, rallenta lo svuotamento gastrico e riduce l’appetito.
Queste azioni spiegano perché la modulazione di questa via abbia effetti sia sul controllo glicemico sia sul peso corporeo. – La forma naturale del peptide è però rapidamente degradata dall’enzima DPP‑4, perciò sono stati messi a punto analoghi e agonisti più stabili, con emivite prolungata adatti all’uso clinico.
Un’origine curiosa: la saliva del Gila monster La storia di alcuni farmaci parte da una scoperta insolita: nella saliva del Gila monster è stata individuata exendin‑4, una molecola che imita l’effetto del GLP‑1 ma resiste meglio alla degradazione.
Da lì è nato l’exenatide, primo agonista del recettore GLP‑1 approvato nel 2005, che ha dimostrato benefici sia sul controllo glicemico sia sull’appetito.
Dalla cura del diabete alla gestione dell’obesità I composti nati per il diabete hanno rivelato un effetto collaterale utile: perdita di peso consistente. Questo ha spinto nuove sperimentazioni e lo sviluppo di formulazioni specifiche per l’obesità: ad esempio, liraglutide a dosaggi più alti è stato rietichettato per la gestione del peso (Saxenda), mentre semaglutide, venduto come Ozempic o Wegovy a seconda della formulazione e dell’indicazione, ha mostrato perdite ponderali importanti e potenziali benefici cardiovascolari.
Forme d’uso: iniezioni, pillole e sfide tecniche Per anni il limite principale è stato la somministrazione: peptide significa normalmente iniezione. Negli ultimi anni la ricerca ha però sviluppato formulazioni orali di semaglutide, con regole precise di assunzione (stomaco vuoto e finestra temporale prima dei pasti) per garantire assorbimento e protezione dalla degradazione enzimatica. Le versioni orali ampliano le opzioni per chi rifiuta le iniezioni, anche se rimangono questioni su tollerabilità e sicurezza nel lungo termine.
Sicurezza, segnalazioni e contenziosi Con la diffusione su larga scala sono aumentate anche le segnalazioni di eventi avversi: tra le reazioni riportate figurano casi di insufficienza renale e pancreatite, e sono state segnalate anche complicanze cerebrovascolari isolate. In Francia è in preparazione una class action contro il produttore di Ozempic/Wegovy, avanzata da pazienti che denunciano effetti gravi e presunte carenze informative. I numeri riportati dalle autorità francesi indicano una diffusione significativa degli analoghi del GLP‑1: circa 870.000 pazienti in terapia e un aumento delle vendite del 25% in un recente semestre; nello stesso arco temporale sono state documentate 376 segnalazioni gravi con 19 decessi, mentre le segnalazioni gravi raggiungono 1.600 con 65 decessi associati. Le autorità continuano a ritenere favorevole il rapporto beneficio/rischio per gli usi autorizzati, ma hanno introdotto misure per limitare l’uso improprio, come moduli per l’appropriatezza prescrittiva.
Impatto clinico e sanitario L’arrivo di questi farmaci ha spinto gli specialisti a ripensare il concetto di “terapia metabolica”: si parla sempre meno di soluzioni temporanee e sempre più di strumenti potenzialmente utili sul lungo periodo. Tuttavia permangono domande importanti: chi deve essere candidato al trattamento, come gestire la sospensione dopo lunga terapia, quale sarà il bilancio tra benefici e rischi nel lungo termine. Le risposte arriveranno solo con studi di follow‑up, registri pazienti e monitoraggio post‑marketing.
Cosa aspettarsi nel prossimo futuro Il panorama è in movimento: nuove molecole (compresi agonisti orali come orforglipron e altri candidati) sono in fase di sviluppo, mentre l’industria negozia accessibilità e politiche di prezzo che influenzeranno la disponibilità. Anche la telemedicina gioca un ruolo crescente nella prescrizione e nel follow‑up, facilitando l’accesso ma sollevando questioni sull’appropriatezza delle visite a distanza. Le indagini in corso e gli esiti delle azioni legali potrebbero spingere a rivedere le pratiche prescrittive e aggiornare le linee guida. Offrono opportunità terapeutiche reali, ma richiedono cautela: occorre un monitoraggio attento, criteri di prescrizione chiari e studi a lungo termine per capire pienamente benefici, rischi e implicazioni per la salute pubblica. Le autorità sanitarie e la comunità scientifica restano al lavoro per integrare dati di efficacia e sicurezza e per definire le migliori pratiche cliniche.

