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Amore e psiche: la più antica storia d’amore

amore e psiche

Amore e Psiche, il mito e la passione raccontata da Apuleio ecco perché questa storia ha ispirato molti artisti e continua a far sognare

Amore e Psiche, il mito e la passione raccontata da Apuleio : ecco perché questa storia ha ispirato molti artisti e continua a far sognare!

Amore e psiche

Quella di Amore e Psiche è la storia tra mito e passione di un amore contrastato minato da molte difficoltà. Questa storia ha ispirato scultori, poeti, pittori e scrittori a cominciare da Apuleio che la rappresenta nelle Metamorfosi. La favola di Amore e Psiche nonostante sia contrastata è una delle poche appartenenti alla tradizione greca classica che ci regalata un lieto fine. Apuleio, secondo la tradizione racconta che Psiche era una bellissima e giovane donna così avvenente da suscitare l’invidia della dea Venere.

La dea bellezza chiese ad Amore di venirle in aiuto e per questo le chiede si farla innamorare di un uomo insignificante e molto umile. Amore, restò incantato a sua volta dalla bellezza di Psiche e la condusse al suo palazzo senza dirle chi fosse, prese a farle visita al calar del sole.

Psiche a sua volta s’invaghì dal suo misterioso amante ma non seppe resistere alla curiosità e incoraggiata dalle sorelle, una notte illuminò il volto di Amore con la luce di una lanterna. Egli si sveglio e amaramente deluso dal gesto, scappò via.

Psiche disperata lo cercò per tutta la terra, arrivò al palazzo di Venere che la sottopose a quattro terribili prove praticamente impossibili da superare. Fu allora che Psiche, grazie all’aiuto di forze divine che furono mosse dalla compassione, riuscì a superarle tutte e compi la missione. Psiche però molto stanca dopo queste prove vide all’improvviso la sua bellezza spenta e pensò di recuperarne un po’ aprendo un vaso che l’era stato proibito toccare, la giovane così cadde in un sonno profondo e fu svegliata da Amore che nel frattempo la stava cercando disperatamente.

Il buon cuore di Zeus decise di donare ai due innamorati l’immortalità e i due ebbero una figlia: Voluttà.

La storia di Amore e Psiche parla d’istino e ragione, quella dei due innamorati, è anche un esempio di simbiosi tra l’istinto spinto dall’eros e la razionalità che vive in ognuno di noi. Freud ci invita a pensare che amore e psiche rappresentino le due forze dirompenti che ogni essere umano ha all’interno della propria mente. La mediazione tra queste due forze non è per niente semplice anzi è persino destinata a essere messa costantemente alla prova ma, prendendo esempio dal mito può, se ben gestita , portare anche alla felicità.

Significato

Cosa c’è dietro al mito di Amore e psiche? Qual è il significato di questa storia appassionata? Il nome psiche in greco significa anima e rimanda al mistico senso della storia, la protagonista è una ragazza, bella, curiosa e semplice che purtroppo, però commette degli errori gravi ai quali però potrà porre rimedio, ma ciò può accadere solo attraverso delle prove molto dure e complesse. La punizione pare inevitabile ma è un passaggio previsto dal percorso di purificazione.

Nella storia, infatti, vedremo Psiche scendere persino nel mondo degli inferi.

Il superamento di queste prove e la sua tenacia sono in grado di ridare alla giovane donna la purezza. La conclusione felice dimostra che l’amore può portare alla salvezza e ciò è sempre possibile se c’è un sentimento sincero e autentico che è più forte di tutto.

Statua di canova

Il mito di Amore e Psiche è stato di grande ispirazione nel mondo dell’ arte.Svariati sono gli artisti, che dalla storia di Amore e Psiche hanno creato poesie, quadri e capolavori di diversa natura. Il più noto tra tutti è indubbiamente la famosissima scultura creata da Canova, dedicata ai due celebri innamorati, che rappresentano le figure di Amore e Psiche che si abbracciano.

La statua è stata realizzata tra il 1787 e il 1793 ed è conservata al Museo del Louvre di Parigi. Il capolavoro fu commissionato dal colonnello John Campbell. Lo scultore si ispirò per la sua realizzazione all’ iconografia di un affresco di Ercolano, raffigurante una baccante abbracciata da un fauno.

Canova iniziò a lavorare sul «modello grande» dell’opera nel 1787 la sua traduzione in marmo avvenne poi l’ anno seguente nel maggio 1788, ma il gruppo marmoreo come tutti lo conosciamo oggi fu portato a compimento molti anni dopo esattamente nel 1793.

L’opera raffigura un delicato e raffinato erotismo, sottile, che immortala Amore e Psiche nel momento appena prima il bacio, i due corpi e gli sguardi intensi ma delicati degli innamorati si fondono in un immagine che li vede entrambi in contemplazione l’un l’altro, la statua emana intesità e dolcezza allo stesso tempo, le loro labbra vicine non sono ancora unite e si respira il desiderio palpabile tra i due innamorati. Il mito di amore e psiche venne celebrato anche da una serie di straordinari dipinti, partentdo da quelli seicenteschi di Pieter Rubens, Gentileschi e Van Dyck, fino al ciclo di dipinti di Luca Giordano.

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