Nell'anno in cui le celebrazioni tradizionali di San Valentino vengono rilette alla luce della salute mentale, Serenis ha scelto una strada insolita per portare il tema all'attenzione pubblica. Tra il 13 e il 15 febbraio, l'edicola della Darsena a Milano si è trasformata in un punto d'incontro in cui si è parlato tanto di amore quanto di cura e responsabilità emotiva. L'iniziativa ha voluto spostare l'accento dai regali e dall'estetica romantica verso il dialogo e la consapevolezza.
Perché ripensare San Valentino
Negli usi comuni la festa degli innamorati è spesso associata a gesti simbolici: fiori, cioccolatini, cene. Serenis, piattaforma per il benessere mentale e centro medico autorizzato, ha proposto invece di considerare la ricorrenza come un'occasione per sondare la qualità delle relazioni. L'obiettivo non era criticare le tradizioni, ma amplificarle: invitare le coppie e le persone sole a confrontarsi su cosa significhi davvero sostenersi a vicenda in termini emotivi e psicologici.
Si è lavorato sul presupposto che l' accudimento emotivo sia parte integrante di una relazione sana.
Una cornice quotidiana per temi complessi
La scelta dell'edicola come spazio simbolico non è casuale: luogo di scambio d'informazioni, di storie e di piccoli acquisti, l'edicola diventa metafora di come le conversazioni sul benessere mentale possano entrare nella vita quotidiana. L'allestimento ha offerto materiali, spunti e dialoghi pratici per stimolare riflessioni su vulnerabilità, comunicazione e limiti.
In questo modo la festa di San Valentino si è trasformata in un invito a coltivare abitudini relazionali più consapevoli.
Che cosa è successo in Darsena
Durante i tre giorni di presenza, il progetto ha proposto attività pensate per stimolare il confronto: brevi interventi informativi, materiali divulgativi e momenti di ascolto. Le persone hanno potuto informarsi sulle opportunità di supporto offerte dalla piattaforma e confrontarsi su temi come la gestione dei conflitti, l'espressione dei bisogni e il riconoscimento dei segnali di disagio.
L'approccio pratico ha privilegiato l'idea che la cura della relazione passi anche attraverso piccoli gesti quotidiani e una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni.
Strumenti e linguaggi per dialogare
Tra i materiali disponibili c'erano brochure che spiegavano in termini semplici cos'è il supporto psicologico, come accedere a percorsi autorizzati e quali sono i segnali che possono richiedere attenzione professionale. L'uso di un linguaggio accessibile è stato pensato per abbattere lo stigma: parlare di salute mentale come di un tema familiare, non esclusivo degli specialisti, facilita l'avvicinamento e la richiesta d'aiuto quando necessario.
Implicazioni per le relazioni quotidiane
Il messaggio centrale dell'iniziativa è che l' amore non è solo celebrazione ma richiede impegno continuo. Le relazioni durature nascono da pratiche concrete: ascolto attivo, rispetto dei confini, cura di sé e dell'altro. L'evento a Milano ha ribadito che dedicare tempo alla salute emotiva della coppia è tanto importante quanto un regalo occasionale. In questo senso, la progettualità promossa da Serenis intende educare a vedere il benessere mentale come parte integrante dell'intimità.
Dal gesto simbolico alla pratica quotidiana
Per molte persone la sfida è trasformare l'intenzione in abitudine. Questo significa, ad esempio, coltivare il dialogo su questioni difficili prima che diventino crisi, cercare supporto specialistico quando serve e riconoscere che la cura personale è un atto politico oltre che affettivo. L'evento ha offerto esempi concreti e suggerimenti pratici per iniziare questo percorso, sottolineando come piccoli cambiamenti nelle abitudini relazionali possano generare benefici duraturi.
Alla base dell'iniziativa c'era la convinzione che la normalizzazione della conversazione sulla salute mentale contribuisca a relazioni più sane e sostenibili. Invitare i cittadini a riflettere durante un momento simbolico come San Valentino è stata una scelta strategica per rendere il tema visibile e accessibile, e per ricordare che prendersi cura dell'altro è un gesto che va oltre la festa, diventando una pratica quotidiana.

