Regolamentazione dell’onicotecnico in Emilia-Romagna: cosa cambia

La Regione Emilia-Romagna riconosce e regolamenta la figura dell'onicotecnico con un percorso formativo strutturato e misure di tutela per operatori e clienti

I fatti

Negli ultimi anni l’attenzione verso la nail art è cresciuta in modo costante. La pratica si è trasformata da semplice abbellimento a mestiere creativo.

La Regione Emilia-Romagna ha promosso una proposta normativa volta a definire la figura dell’onicotecnico. La proposta intende offrire strumenti formativi e garanzie per gli operatori e per i consumatori.

La misura, sostenuta dalla Commissione Scuola e Lavoro e da esponenti locali come Marta Evangelisti, nasce dall’esigenza di uniformare competenze, standard igienici e requisiti professionali.

L’obiettivo è rendere accessibile un percorso riconosciuto e tracciabile per chi desidera intraprendere questa attività.

In particolare la proposta prevede l’istituzione di percorsi formativi regolamentati e l’introduzione di requisiti minimi per le strutture e le attrezzature. Sul piano tecnico si punta a standard igienico-sanitari più stringenti e a certificazioni dei percorsi.

FLASH – La situazione si evolve: la proposta è al vaglio degli uffici regionali e potrà essere oggetto di consultazione pubblica prima di un eventuale iter legislativo più ampio.

Obiettivi della normativa e valori di riferimento

Il provvedimento mira a elevare la qualità dei servizi nel settore della cura delle unghie, rafforzando la tutela del cliente e la professionalità degli operatori. La proposta, attualmente al vaglio degli uffici regionali, intende uniformare standard tecnici e igienico-sanitari sul territorio.

Per raggiungere questo scopo la legge introduce un percorso formativo obbligatorio volto a migliorare competenze tecniche, pratiche igienico-sanitarie e preparazione artistica degli operatori.

Il programma formativo prevede moduli teorici e pratici, valutazioni certificate e aggiornamenti periodici per garantire rigore professionale e qualità del servizio.

Formazione strutturata

Il percorso prosegue con un piano formativo che integra quanto già previsto nel modello normativo. Il corso ha una durata indicativa di 300 ore e combina lezioni teoriche e attività pratiche. I moduli coprono tecniche di ricostruzione, materiali e applicazioni, igiene professionale e normativa sanitaria. Sono inoltre previste esercitazioni mirate allo sviluppo del gusto estetico e della manualità.

Il modello è pensato per fornire competenze operative certificate e strumenti per l’avvio dell’attività imprenditoriale.

Riconoscimento e albo regionale

Al termine del corso è prevista una prova di valutazione che apre la strada all’iscrizione all’albo regionale. L’albo regionale fungerà da registro ufficiale degli operatori abilitati, garantendo trasparenza e tutela per i clienti. I cittadini potranno verificare il percorso formativo e la regolarità dell’operatore. Gli onicotecnici otterranno un riconoscimento formale della professionalità e accesso a percorsi di aggiornamento continuativo.

Sono altresì previsti aggiornamenti professionali periodici per mantenere il rigore tecnico e la qualità del servizio offerto.

Impatto sul mercato del lavoro e sulle opportunità

La normativa regionale punta a definire standard minimi che favoriscono la mobilità professionale e l’esercizio dell’attività al di fuori del territorio di formazione. Per molte giovani la professione combina creatività, indipendenza e concrete possibilità di reddito. La flessibilità degli orari e la crescita della domanda per servizi specializzati ampliano le opportunità occupazionali. Inoltre, l’adozione di percorsi formativi e gli aggiornamenti periodici contribuiscono a consolidare l’autonomia professionale e la qualità del servizio offerto. La domanda di competenze specifiche rende necessario un collegamento stabile tra formazione continua e mercato del lavoro.

Imprenditorialità e sviluppo professionale

La normativa favorisce l’accesso a rapporti contrattuali e l’avvio di attività autonome nel settore. Un percorso formativo riconosciuto facilita collaborazioni con centri estetici e l’inserimento nel mercato del lavoro. Standardizzazione delle competenze consente la costruzione di un curriculum professionale riconoscibile.

Tutela del cliente e qualità dei servizi

La proposta normativa enfatizza la sicurezza e la tutela del consumatore. L’introduzione di moduli su igiene, prevenzione delle infezioni e uso corretto dei materiali mira a ridurre i rischi derivanti da pratiche non conformi. L’obiettivo è garantire servizi più sicuri e professionali, contribuendo a elevare la reputazione complessiva del settore.

L’obiettivo è garantire servizi più sicuri e professionali, contribuendo a elevare la reputazione complessiva del settore. L’introduzione di un percorso obbligatorio e di controlli collegati all’iscrizione all’albo consentirà agli enti di vigilanza di intervenire con maggiore efficacia in caso di irregolarità. Gli operatori formati opereranno con maggiore consapevolezza e responsabilità, riducendo rischi sanitari e pratiche non conformi.

Allineamento con tendenze nazionali e internazionali

La misura adottata dall’Emilia-Romagna si colloca in un contesto nazionale ed europeo di crescente regolazione delle professioni estetiche. Uniformare criteri formativi e riconoscimenti facilita il confronto con altri sistemi regolatori e sostiene la competitività degli operatori sui mercati esterni. In questo quadro regionale, la specializzazione nella nail art può diventare un punto di riferimento per innovazione e qualità professionale.

Le prospettive

La normativa proposta mira a conferire maggiore dignità e sicurezza a una professione in crescita. Definire percorsi formativi, istituire un albo e garantire standard igienico-sanitari aumenterebbe la tutela degli operatori e degli utenti. Nel contesto regionale, questa impostazione può consolidare l’Emilia-Romagna come punto di riferimento per innovazione e qualità professionale nella cosmetica specialistica. Il risultato atteso è un mercato più trasparente, con criteri uniformi di esercizio e controllo. Resta aperta la possibilità che il modello regionale diventi un riferimento per politiche analoghe in altre aree del paese.

Scritto da John Carter