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23 Settembre 2026

London Fashion Week 2026: star, collezioni e nuovi trend

Burberry chiude la settimana con stampa a quadri, McQueen torna a Londra e la moda si sposta verso il resto del Regno Unito.

London Fashion Week 2026: star, collezioni e nuovi trend

La London Fashion Week 2026 si è conclusa con una carica di spettacolo, sorprese musicali e una serie di collezioni che hanno segnato una svolta rispetto alle edizioni precedenti. L’interesse dei media e del pubblico è stato catturato da una combinazione di design tradizionale e innovazione ribelle, mentre l’organizzatore ha lanciato l’iniziativa Fashion Britain per portare la creatività oltre i confini della capitale.

Burberry chiude in bellezza: quadri, fiori e presenza di star

Il gran finale è stato affidato a Burberry che ha messo in scena un mix inedito di check print e motivi floreali su tessuti in morbida pelle. Il capo più iconico della serata è stato il trench a scacchi, dipinto a mano dal designer tessile Celia Birtwell accompagnato da maglioni con smiley. Il brand ha celebrato per la prima volta in tre anni una crescita di fatturato, e la passerella ha ospitato ospiti di spicco: Central Cee ha sfilato trasformato in Romeo Beckham, mentre Skepta, Jonathan Bailey e Rosie Huntington-Whiteley hanno riempito la prima fila.

Ritorni epici: Alexander McQueen e Mulberry riaccendono la scena

L’evento ha visto la riapertura di due importanti case di moda. Alexander McQueen dopo 25 anni di presenza a Parigi, è tornato a Londra sotto la direzione creativa di Seán McGirr. La collezione ha presentato corna didiavolo, corsetti in pizzo e abiti a maglia con teschi, richiamando le radici gotiche del marchio. Parallelamente, Mulberry ha ritornato dopo nove anni grazie a Christopher Kane che ha posto al centro la borsa Baywater, accompagnata da una serie di capi in pelle – giacche, gonne e mocassini – segnando un ritorno di prestigio.

Le tendenze dominanti della settimana

Tra le novità più discusse, tre correnti hanno catturato l’attenzione. La prima, definita “messy girl” da Elektra Kotsoni di Vogue Business propone un look disordinato ma curato: colori pastello, fiori sognanti e materiali tattili si mescolano per creare contrasti volutamente caotici. La seconda, “gardening-core” trae ispirazione dal giardinaggio con impermeabili, grembiuli e accessori a forma di annaffiatoio, visti su passerelle di Erdem, Yuhan Wang e Bora Aksu. Infine, la tendenza “modern goddess” riprende l’estetica greca, con drappeggi fluidi, tessuti leggeri e un richiamo al film “The Odyssey”; Pauline Dujancourt ha incarnato questo stile attraverso silhouette ampie e fluenti.

Fashion Britain: la moda prende il volo fuori da Londra

L’iniziativa Fashion Britain promossa dal British Fashion Council, ha trasformato la LFW in un vero e proprio tour nazionale, con eventi pop-up in Inghilterra, Galles e Scozia. Il progetto mira a far emergere i cluster creativi di città come Manchester e Leeds, permettendo a giovani stilisti di esporre il proprio lavoro senza dover necessariamente trasferirsi a Londra. Designer come Charles Jeffrey (Loverboy) sottolineano il valore delle scuole fuori capitale e la convenienza di fornitori locali più economici. Allo stesso tempo, giovani talenti come Imarnie Bennett (laureata alla Birmingham City University) evidenziano l’opportunità di far emergere Birmingham come nuovo polo creativo. Persone come Priya Ahluwalia chiedono un sostegno pratico per garantire che i creativi possano ancora accedere alla capitale quando necessario, mentre Sean Pajarillo punta su una sinergia tra moda e tecnologia per creare nuovi sbocchi occupazionali.

Con queste dinamiche in atto, la London Fashion Week 2026 non è più solo un palcoscenico londinese, ma un punto di partenza per una moda più inclusiva e distribuita su tutto il Regno Unito. I risultati di questo anno suggeriscono che le passerelle future potrebbero presentarsi in contesti più vari, mantenendo al contempo l’alto livello di spettacolarità e innovazione che hanno contraddistinto la capitale.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.