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Intraprendere un trattamento con farmaci GLP-1 può comportare una serie di sfide, in particolare per quanto riguarda l’alimentazione. Molti pazienti si trovano a dover rivedere le proprie abitudini alimentari mentre il corpo si adatta a questa nuova terapia. Le modifiche dell’appetito e le variazioni nelle esigenze nutrizionali possono rendere complicato capire cosa e quanto mangiare.
Nel contesto di una recente discussione con la nutrizionista olistica Jennifer Hanway, è emerso che affrontare questa transizione richiede pazienza e una nuova prospettiva sull’alimentazione.
È importante non cercare la perfezione immediata, ma piuttosto dare tempo al corpo di adattarsi.
La necessità di un cambio di mentalità
Una delle trasformazioni più significative riguarda l’approccio all’alimentazione volumetrica. Prima dell’assunzione di GLP-1, molte persone erano abituate a mangiare porzioni abbondanti di cibi a basso contenuto calorico per sentirsi sazi. Tuttavia, quando si inizia la terapia, l’appetito tende a ridursi, rendendo questa strategia meno efficace.
Focus sulla qualità nutrizionale
Invece di concentrarsi su porzioni grandi, è fondamentale optare per una nutrizione mirata, dove ogni boccone ha un ruolo preciso. La priorità deve essere data a fonti di proteine di alta qualità e a micronutrienti come vitamine e minerali.
Le proteine sono essenziali per preservare la massa muscolare, fondamentale per il metabolismo. Secondo Hanway, gli individui dovrebbero mirare a consumare circa 30 grammi di proteine per pasto, distribuendo l’assunzione equamente tra colazione, pranzo e cena.
È importante tenere presente che l’aspetto quantitativo è meno rilevante rispetto alla consistenza nell’assunzione di proteine nella dieta.
Scegliere le fonti proteiche giuste
La scelta delle fonti proteiche diventa cruciale, specialmente quando l’appetito è limitato. Hanway suggerisce di privilegiare le proteine animali, poiché offrono un profilo di aminoacidi completo, favorendo una sazietà duratura e supportando la massa muscolare. In questo contesto, è più vantaggioso consumare un petto di pollo piuttosto che una ciotola di quinoa.
Utilizzo della polvere proteica
Le polveri proteiche possono risultare utili, ma è fondamentale scegliere prodotti di alta qualità. Hanway mette in guardia contro le polveri proteiche ultra-processate che spesso non offrono reali benefici nutrizionali. Invece, una polvere di whey o di proteine di manzo di alta qualità può rappresentare un valido aiuto per integrare l’apporto proteico.
Gestire gli effetti collaterali
All’inizio della terapia con GLP-1, è comune sperimentare effetti collaterali come nausea, stitichezza e stanchezza. Le scelte alimentari possono influenzare notevolmente questi sintomi. La nausea, ad esempio, è spesso innescata da pasti ricchi di grassi, quindi è consigliabile mantenere i pasti semplici e leggeri, utilizzando grassi in modo moderato, come un filo d’olio d’oliva o un po’ di avocado.
Per affrontare la stitichezza, occorre un approccio delicato, evitando di aumentare drasticamente l’assunzione di fibre. È preferibile prima garantire un’adeguata idratazione. La fatica, d’altra parte, può derivare da una combinazione di calorie insufficienti e attività fisica intensa; per questo motivo, è importante trovare un equilibrio tra esercizio e apporto calorico.
Strategie per i giorni di bassa appetito
Nei giorni in cui mangiare risulta particolarmente difficile, è utile iniziare con una buona idratazione. Le bevande elettrolitiche possono aiutare, dato che i farmaci GLP-1 possono ridurre sia la sete che l’appetito. Stabilire una routine alimentare regolare, anche con porzioni ridotte, può aiutare a mantenere il corpo in equilibrio.
Nel contesto di una recente discussione con la nutrizionista olistica Jennifer Hanway, è emerso che affrontare questa transizione richiede pazienza e una nuova prospettiva sull’alimentazione. È importante non cercare la perfezione immediata, ma piuttosto dare tempo al corpo di adattarsi.0
Affrontare il periodo di transizione
Nel contesto di una recente discussione con la nutrizionista olistica Jennifer Hanway, è emerso che affrontare questa transizione richiede pazienza e una nuova prospettiva sull’alimentazione. È importante non cercare la perfezione immediata, ma piuttosto dare tempo al corpo di adattarsi.1
Nel contesto di una recente discussione con la nutrizionista olistica Jennifer Hanway, è emerso che affrontare questa transizione richiede pazienza e una nuova prospettiva sull’alimentazione. È importante non cercare la perfezione immediata, ma piuttosto dare tempo al corpo di adattarsi.2



