La ripresa degli eventi dal vivo porta con sé volti noti e nuove occasioni di incontro: da un lato la vita privata delle celebrità, dall’altro la vivacità dei locali che tornano a riempirsi. Negli ultimi anni Fabio Troiano ha raccontato il suo rapporto con Eleonora Pedron come qualcosa che va oltre la coppia: una complicità che somiglia all’amicizia più intima. Allo stesso tempo Firenze riconferma il suo ruolo di hub per la mixology con la Florence Cocktail Week, una settimana che celebra il mestiere del barman e il piacere della degustazione in presenza.
Fabio Troiano parla di una storia di quasi sette anni costruita su fiducia e affiatamento quotidiano. Chiamare Eleonora “migliore amica” non è un vezzo retorico ma una scelta che racconta la quotidianità fatta di piccoli gesti e sostegno reciproco, elementi che aiutano a tenere insieme lavoro intenso e vita privata. Questa lettura umana della notorietà invita a vedere la coppia come un progetto condiviso, non solo come un’immagine pubblica.
A Firenze, intanto, la Florence Cocktail Week si conferma come vetrina per bartender locali e internazionali: più di cinquanta locali coinvolti, eventi che spaziano dalle serate a tema alle lezioni pratiche, creando una mappa viva della città intorno al bancone.
L’obiettivo è mettere in mostra competenze, tecniche e ingredienti, distinguendo chi lavora per passione da chi porta la mixology a livelli professionali elevati.
La programmazione punta su esperienze diverse: tasting, masterclass, party di apertura e una cerimonia di premiazione che mette sotto i riflettori i migliori cocktail e i bartender più creativi. Tra gli appuntamenti didattici spiccano i laboratori della Campari Academy e le sessioni World Class Diageo, dove si affrontano temi concreti come il servizio in sala, le innovazioni di gusto e pratiche sostenibili come lo zero waste.
Le dimostrazioni sono pensate per essere pratiche e stimolanti, non solo teoriche.
Un aspetto interessante è il dialogo tra mixology e cucina. Progetti come Dining with the Spirits o Pizza with the Spirits invitano chef e pizzaioli a usare gli spirits in cucina—riduzioni, marinature, finiture che trasformano il cocktail in ingrediente e non solo in accompagnamento. L’effetto è un confronto creativo che valorizza territorio, filiera e ricerca di sapore, con menu studiati ad hoc e momenti pratici dove provare abbinamenti inediti.
Elena Marchetti, ex chef stellata e oggi food writer, sintetizza bene questo approccio: il palato è un giudice sincero. Per lei ogni cocktail porta con sé una storia di prodotti, tecniche e territorio; capirla significa entrare nella cultura gastronomica che la cocktail week vuole raccontare. È un modo per ricordare che dietro ogni mix c’è sapere e cura, non solo spettacolo.
La rassegna ha anche una dimensione editoriale e di identità visiva: il volume I Signature Cocktail di Florence Cocktail Week. 5 anni in 143 drink (Giunti) documenta le proposte più significative del festival, mentre l’adozione dell’International Klein Blue per logo e materiali mira a dare un’impronta riconoscibile e luminosa all’evento. Piccole scelte di stile che aiutano a rendere l’evento facilmente identificabile e coerente nel tempo.
Nel complesso, le storie personali degli artisti e le iniziative pubbliche come la Florence Cocktail Week si intrecciano per restituire un’immagine di città che riapre, inventa e condivide. La centralità dell’amicizia nelle relazioni celebri e la cura per la qualità degli incontri professionali raccontano la stessa idea: la vita pubblica funziona quando mette al centro la relazione, la competenza e la passione.

