La versione televisiva di Carrie ideata da Mike Flanagan arriva su Prime Video con la consapevolezza di dover andare oltre il film cult del 1976. La narrazione non si limita a ricostruire gli eventi fondamentali del libro di Stephen King ma sfrutta la lunghezza di una serie per approfondire personaggi secondari, inserire nuovi elementi e collegare la storia a un più ampio multiverso di poteri soprannaturali.
Il punto di partenza rimane fedele: Carrie White è una ragazza timida cresciuta sotto il pugno della madre religiosa, Margaret, e scopre di possedere poteri telecinetici. Tuttavia, la serie si discosta radicalmente in diversi aspetti chiave – dalla struttura epistolare al ruolo dei social media, fino al futuro dei protagonisti dopo il tragico ballo di fine anno.
Le novità strutturali e narrative introdotte da Flanagan
Una delle scelte più audaci è stata l’inserimento di un vero e proprio documentario interno che richiama l’aspetto epistolare del romanzo. Ogni episodio si apre con chiamate al 911 o con le parole di Adelaide, la misteriosa narratrice, che descrive la storia della telecinesi. Inoltre, vengono mostrati interviste a testimoni sopravvissuti al massacro, creando una sensazione di testimonianza reale che il film del 1976 non aveva.
Il ruolo dei social media nella scuola di Chamberlain
Il periodo attuale permette a Flanagan di trasportare l’atto di bullismo su piattaforme digitali: la campagnola di molestie di Christine “Chris” Hargensen prende forma attraverso un account Instagram chiamato @carrie_red dove vengono condivisi meme e video manipolati. Anche la madre Margaret diventa una figura di spicco su un canale conservatore, dimostrando come la tecnologia amplifichi dinamiche di potere già presenti nel romanzo.
Differenze sostanziali rispetto al libro di King
Nel libro, Carrie è stata sempre una studentessa pubblica fin dalla prima classe; nella serie, invece, la sua educazione è stata a casa fino alla morte del padre, un teorico delle cospirazioni che rende il suo inserimento nella scuola pubblica più traumatico e la rende più vulnerabile alle nuove amicizie. Il personaggio di Rahul Kohli, l’insegnante che ha una trama significativa, è un’invenzione originale della serie, così come Emaline, una compagna di classe che scopre e aiuta Carrie a controllare i suoi poteri.
Un altro cambiamento fondamentale riguarda l’origine dei poteri. Il romanzo accenna a una “gene TK” presente solo nelle donne, suggerendo l’esistenza di altre ragazze telecinetiche sparpagliate sul globo. Flanagan espande questo concetto creando una vera e propria casa di donne con abilità soprannaturali guidata da Adelaide. Personaggi come Caitlin (lettura del pensiero) ed Emaline (proiezione astrale) mostrano che il potere di Carrie non è unico, ma parte di una linea più ampia di donne dotate.
Il climax al ballo subisce modifiche grafiche ma conserva l’essenza della tragedia. Carrie indossa un abito blu, autogestito, e il sangue è versato a mano, non con un sistema di carrucole. Il risultato finale, però, rimane una catastrofe di elettricità e fuoco, ma la serie aggiunge l’intervento di altre donne con poteri, suggerendo motivi nascosti dietro la distruzione.
Un finale aperto a nuove avventure
Il libro si chiude con la morte di Carrie, causata direttamente da Margaret in un atto di violenza religiosa. Nella miniserie, la madre muore a causa di un intervento di una donna telecinetica durante un interrogatorio, lasciando Carrie viva e in fuga con Emaline. Questa decisione apre la porta a una possibile seconda stagione, dove il percorso di Carrie e la rete di donne con poteri potranno essere ulteriormente esplorati.



