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6 Novembre 2026

All-star di X Factor: i concorrenti reinterpretano i classici degli anni ’60-’70

Una serata nostalgica con cover memorabili, giudizi accesi e risultati sorprendenti.

All-star di X Factor: i concorrenti reinterpretano i classici degli anni ’60-’70

Il terzo Live Show di X Factor 2026, andato in onda giovedì 5 novembre, ha trasformato il palcoscenico in una vera macchina del tempo. Il tema “Jukebox Night” ha obbligato gli undici concorrenti ancora in gara a reinterpretare canzoni che hanno segnato gli anni sessanta e settanta, dalla psichedelia dei Pink Floyd al glam rock di David Bowie, passando per i classici della musica italiana.

Le performance che hanno fatto vibrare la platea

Tra le interpretazioni più amate, Camilla ha portato sul palco una versione vivace di “Be My Baby” dei The Ronettes, guadagnandosi un punteggio di 8+. Il suo approccio visivo, con ballerine e costumi colorati, ha evidenziato la capacità di trasportare il pubblico negli anni ’60. Mad-Dog, invece, ha scelto “Rebel Rebel” di David Bowie, ma con una performance meno fluida rispetto alle serate precedenti, con un voto di 7,5. Manu ha affrontato il tormentone di Lucio Battisti “Mi ritorni in mente” in chiave “Fonzie”, ottenendo 7 punti, ma la mancanza di intensità emotiva è stata notata dai giudici.

Le scelte più audaci della squadra di Jake La Furia

Il team guidato da Jake La Furia ha presentato due momenti di rilievo. Alex Fontana, con “Nights in White Satin” dei The Moody Blues, ha dimostrato perché vale 10 punti: la sua presenza scenica e l’adattamento rapido di un brano complesso sono stati impeccabili. Al contrario, ALÌA ha dimenticato gli in-ear proprio prima di eseguire “Mamma Mia” degli ABBA, ricevendo un voto di 7 e attirando l’irritazione di Jake, che ha comunque riconosciuto la sua energia.

Il team di Francesco Gabbani: dal punk al pop malinconico

Tra i concorrenti sotto la guida di Francesco Gabbani, Teo Bok ha stupito con “Have You Ever Seen the Rain?” dei Creedence Clearwater Revival, guadagnandosi 10 punti grazie a una chitarra pulita e a una voce senza fronzoli. Giacomo Calò, con “All By Myself” di Eric Carmen, ha regalato una performance vocale straordinaria, anch’essa valutata 10. Gli Scraffs hanno riportato in vita lo spirito punk con “God Save the Queen” dei Sex Pistols, prendendo 9 punti e dimostrando che il punk non è morto.

Le sorprese della squadra di Irama

Irama ha affidato a Le Distanze “Another Brick in the Wall, Part Two” dei Pink Floyd, ottenendo 7½ punti: la scelta si è rivelata coraggiosa, ma la resa è rimasta nella media. Patrizia ha cantato “Tu sì ‘na cosa grande” di Domenico Modugno, nonostante una lieve laringite, e ha ricevuto 9 punti per la forza della voce. Lenanie, invece, ha faticato con “Ma il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano, totalizzando solo 5 punti e venendo eliminata al ballotage.

Ospite speciale e ritmo finale

Il concerto si è chiuso con la partecipazione di Fulminacci, che ha eseguito “Stupida sfortuna”, brano già noto per la sua apparizione a Sanremo l’anno precedente. La sua presenza ha aggiunto un tocco di eleganza e ha ricevuto 9 punti dal panel. Dopo una serie di giudizi più pacati rispetto alle puntate precedenti, la serata è terminata con un clima di nostalgia e rispetto per i classici, lasciando gli spettatori entusiasti delle prossime sfide.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.