Pierluigi Diaco torna a parlare dell’intervista ad Alberto Ravagnani andata in onda a BellaMa’ lo scorso 3 novembre. Raggiunto al telefono da Gaston Zama de Le Iene, il conduttore ha difeso le domande rivolte all’ex sacerdote sulla sua sfera affettiva. Ha anche rivelato un dettaglio finora sconosciuto: prima della diretta aveva fatto entrare l’ospite nel suo camerino per avvertirlo che il confronto sarebbe stato duro.
Il caso non si è sgonfiato. Ravagnani ha fatto sapere di voler voltare pagina e pensare soltanto a Ballando con le Stelle, eppure la discussione è proseguita, prima con il botta e risposta tra Milly Carlucci e Diaco, poi con il servizio de Le Iene.
Al telefono il presentatore ha esordito dicendo di non voler commentare. Subito dopo, però, ha ripercorso a lungo la vicenda.
L’incontro nel camerino prima della diretta
Il passaggio più rilevante riguarda quanto accaduto dietro le quinte. Diaco racconta di aver convocato Ravagnani prima della registrazione, cosa che sostiene di non aver mai fatto con nessun altro ospite. La ragione: gli era stato riferito che l’ex sacerdote non conosceva il programma in cui stava per andare.
«L’ho convocato in camerino, cosa che non faccio mai con gli ospiti. Mai fatto nella mia vita, ma mi sembrava giusto perché mi avevano detto che lui non sapeva in quale trasmissione andasse. Quindi lui non conosceva il programma. Anche questo è un po’ curioso. Diciamo che io, quando vado ospite da qualche parte, studio, mi preparo. Appurato questo, l’ho convocato e gli ho detto che tipo di intervista sarebbe stata e che sarebbe stata un’intervista tosta, sincera e che mi aspettavo da lui che lo fosse altrettanto con me. Lui ha convenuto e siamo andati in onda»
Essere avvisati di un’intervista schietta, però, è diverso dal prevederne la piega. Ravagnani difficilmente poteva aspettarsi che, oltre alle domande, sarebbero arrivati anche i giudizi del conduttore. Diaco infatti, più volte nel corso della puntata, si è espresso sul suo ospite.
La linea difensiva: «Quei temi li ha sollevati lui»
Diaco inquadra l’intervista nel tema scelto per la puntata: i preti diventati idoli del web, con Ravagnani come caso emblematico, visto che dopo la notorietà da sacerdote ha lasciato l’abito talare. Secondo il conduttore, chiedere della vita sentimentale era un suo diritto e una questione di interesse per il pubblico, perché l’ospite si era già esposto più volte, soprattutto sulla castità.
«Penso che sia del tutto naturale chiedere a un ex prete perché non è stato casto e chiedergli se è attratto da un uomo o da una donna. Tra l’altro, mi sembra una domanda del tutto innocua. Io sto con il mio compagno, sono cattolico, sono un conservatore e ritengo del tutto normale amare un uomo e amare una donna. Nel momento in cui ho un sacerdote che dichiara di sperimentare per la prima volta nella sua vita il rapporto con la fisicità, da giornalista faccio una domanda che qualsiasi giornalista avrebbe fatto. Gli argomenti dell’eros, della castità e della scoperta della fisicità li ha toccati lui, non li ho toccati io»
È vero che dalla scorsa primavera Ravagnani ha affrontato più volte questi argomenti in pubblico. Ha parlato di trasgressioni commesse quando era ancora sacerdote, di castità non rispettata, di colleghi con doppie vite e di nuove esperienze personali. Proprio a Le Iene ha raccontato di aver usato contraccettivi.
Il richiamo a Ballando con le Stelle
Per sostenere la sua posizione, Diaco ha citato anche le clip del programma di Milly Carlucci. Lì Ravagnani ha commentato le foto in cui mostra i muscoli e ha risposto ad Alberto Matano sul contatto fisico con le ragazze.
«Lui ha fatto la scelta artistica di ballare. Il ballo è una forma d’arte che naturalmente porta con sé la sensualità e ogni clip di quella trasmissione è accompagnata all’inizio da un racconto personale e intimo che riguarda la vita del protagonista e questi aspetti sono usciti tutti. Quindi io, attenendomi a questa narrazione, ho fatto delle domande. Che poi siano piaciute o non siano piaciute, le persone sono libere di esprimere quello che vogliono»
Il rifiuto delle critiche sui social
Il conduttore rivendica il diritto di porre le domande e riconosce quello del pubblico di farsi un’opinione e, se crede, di criticarle. Alle polemiche online, invece, dice di non dare peso, e le descrive come una bolla e una dittatura.
«Mi rendo conto che qualsiasi cosa io faccia possa essere legittimamente criticata. Io non ho neanche i social e non mi piace l’era digitale, la ritengo una fiera della vanità, quella dei social. Siccome ho il privilegio di potermi esprimere in radio e televisione, che per me sono mezzi più belli ancora, non cedo al ricatto della dittatura social»
La difesa di Diaco si concentra sulla legittimità degli argomenti. Le critiche, però, riguardano altro: il tono, l’approccio e l’accoglienza riservati all’ospite. Domande su un innamoramento, sul peso della castità o su un’eventuale attrazione per persone dello stesso genere difficilmente avrebbero fatto scandalo, se poste con un registro diverso e senza giudizi. È su questo che si misura la tenuta delle sue spiegazioni, mentre Ravagnani ha scelto di non alimentare lo scontro e di concentrarsi sulla pista di Ballando con le Stelle.


