Il Consiglio Ue introduce una commissione di gestione di 2 euro per ciascun articolo importato da Paesi extra-Ue tramite vendite a distanza, che si somma al dazio forfettario di 3 euro: una misura che potrebbe incidere sugli acquisti dai marketplace cinesi. Sul fronte delle celebrità, tornano i pettegolezzi su Paolo Bonolis, 65 anni, collegato all’imprenditrice televisiva 32enne Carola Moroni, mentre il mondo della cucina piange Silvana Bini, ‘Nonna Silvi’, morta a 85 anni a Montespertoli.
Intanto l’autunno-inverno 2026-27 porta un trucco più naturale e sperimentale secondo i make-up artist, e la scena dello spettacolo celebra Noah Wyle, eletto uomo più sexy del 2026: storie che vanno dai numeri pratici alle emozioni personali.
Nuove commissioni doganali europee: cosa cambia per gli acquisti dai marketplace cinesi
La decisione del Consiglio dell’Unione europea introduce una commissione di gestione di due euro per ciascun articolo importato da Paesi extra Ue tramite vendite a distanza, che si aggiunge al dazio forfettario già fissato a tre euro. Questa misura è finalizzata a sostenere i controlli doganali, incrementando le risorse per le attività di verifica sulle spedizioni internazionali. Per chi acquista su Temu, Shein o AliExpress il costo complessivo per singolo articolo economico subirà quindi un aumento immediato.
L’obiettivo dichiarato dalle istituzioni comunitarie è finanziare il lavoro delle autorità doganali: si tratta di coprire spese legate alle verifiche documentali, all’analisi dei rischi e ai controlli sulle merci importate. L’inasprimento interessa in particolar modo i pacchi a basso valore, che finora godevano di costi di importazione trascurabili. Per le consumatrici e i consumatori abituati agli ordini frequenti da marketplace internazionali, il rincaro per articolo può tradursi in un impatto sensibile sul carrello finale.
La misura si inserisce in una riforma doganale più ampia voluta dal Consiglio dell’Unione europea per rafforzare la gestione delle importazioni digitali. Il nuovo prelievo, insieme al dazio da tre euro, è calcolato per categoria di prodotto e destinato a valere per ogni singolo articolo importato tramite vendita a distanza. Questo significa che ordini multipli con più articoli potrebbero essere soggetti a trattenute cumulative, aumentando il peso economico dell’acquisto rispetto al passato.
In Italia la Manovra economica ha invece deciso di cancellare il prelievo nazionale da due euro sui pacchi extra-Ue dal valore inferiore a 150 euro, una misura che era stata proposta come ulteriore contrasto agli acquisti low cost di ultra-fast fashion. L’eliminazione è contenuta nell’articolo 30 della Manovra; la scelta è stata motivata, nella relazione tecnica di accompagnamento, dall’impatto finanziario stimato per le casse pubbliche nazionali. Questa variazione lascia in vigore solo gli oneri stabiliti a livello europeo.
Gli operatori dei grandi marketplace internazionali come Temu, Shein e AliExpress hanno basato la loro rapida espansione su prezzi molto bassi, spesso supportati da costi di importazione contenuti. Con l’entrata in vigore del dazio europeo e della commissione di gestione, i prodotti più economici rischiano di perdere parte del loro vantaggio competitivo in termini di prezzo. Per le consumatrici e i consumatori italiani questo potrebbe tradursi in scelte d’acquisto più attente, con possibili effetti sul volume degli ordini e sulla frequenza degli acquisti online.
Per chi compra regali di Natale o piccoli oggetti a basso prezzo, l’aumento di pochi euro per singolo articolo diventa rilevante: ad esempio, per ordini con molti articoli di valore contenuto l’aumento complessivo può arrivare a cifre non trascurabili. La misura europea è programmata per entrare in vigore a partire dal primo luglio 2026, mentre la cancellazione del prelievo nazionale italiano sarebbe dovuta entrare in vigore in un momento successivo. Le dinamiche di prezzo e la risposta dei marketplace saranno determinanti per capire l’effettivo impatto sui consumi.



