Se Moige e Codacons sono peggio del Grande fratello

Venerdì scorso Massimo Scattarella, concorrente barese della nuova edizione del Grande fratello, si lascia sfuggire un'espressione ingiuriosa nei riguardi della religione, non propriamente una bestemmia ma qualcosa che gli si avvicina molto. La blasfemia viene pronunciata nel corso della diretta no stop sul digitale a pagamento, quindi visibile solo ai pochi abbonati in quel momento all'ascolto, probabilmente poche decine di migliaia di persone.

Alcune di queste segnalano il fatto al Codacons e il presidente dell'associazione, Carlo Renzi, che evidentemente non ha nulla di più serio di cui occuparsi, si attiva immediatamente e chiede che Canale 5 prenda provvedimenti nei confronti del concorrente. Segue a ruota il Moige di Elisabetta Scala, associazioni di genitori cattolici autoproclamatisi guardiani della tv, che non si lascia sfuggire l'occasione di salire alla ribalta mediatica e addirittura presenta denuncia al prefetto di Roma, riesumando un vecchio articolo del codice penale, che prevede una multa di ventimila lire per i bestemmiatori (Scattarella starà tremando).

Morale della favola, un'espressione certamente sgradevole e offensiva nei confronti dei credenti (ma chissà perché ci si scandalizza solo per le bestemmie e mai per tutto il resto) passata del tutto inosservata al grande pubblico, diventa, grazie al Codacons e al Moige, un caso mediatico e quindi di dominio pubblico. Con centinaia di migliaia di persone e ragazzini che se la vanno a cercare e sentire su YouTube.

Certo una maggiore accortezza avrebbe dovuto suggerire di soprassedere, di lasciare l'episodio al meritato oblio che l'attendeva, ma evidentemente una scelta del genere sarebbe andata contro i piani di Rienzi e Scala di far apparire i nomi delle loro organizzazioni su tutti i giornali e sul grande palcoscenico della tv.

In questo senso il modo di ragionare di associazioni come queste sembra identico a quello di produttori e autori televisivi: ogni mossa è finalizzata alla risonanza mediatica che può ottenere, alla pubblicità gratuita che se ne può trarre. Tutto il resto è solo contorno.

(Nella foto: Massimo Scattarella con Veronica Ciardi in un momento dello show).

Scritto da Style24.it Unit
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