Dieci anni di MasterChef Italia hanno lanciato più di 300 concorrenti in cucina, ma solo una minoranza ha continuato a far vibrare i fornelli una volta chiuse le telecamere. Alcuni hanno scelto la capitale lombarda, altri hanno puntato su città d’arte o persino oltreconfine, trasformando la passione televisiva in attività concrete. Parallelamente, la vicenda di Stefano Callegaro vincitore della quarta edizione, ha mostrato come la fama possa trasformarsi in una dura battaglia legale e personale, culminata in una vittoria in tribunale e in una completa rinascita.
Ristoranti di ex concorrenti sparsi per l’Italia e l’Europa
The View Milano – Valerio Braschi
Il più giovane vincitore del programma (solo 18 anni nella sesta edizione) ha aperto The View in piazza Duomo. Il locale propone un menù titolato Contaminazioni ispirato ai viaggi in Asia, nell’Europa orientale e nel Regno Unito, e offre una cucina gourmet con vista panoramica sul Duomo.
Konnubio – Kateryna Gryniukh
La finalista della settima edizione dirige la cucina di Konnubio, situato in zona Rovereto. Il ristorante mescola piatti contemporanei e pizze gourmet, spiccando fritture partenopee come la Montanara, ceviche freschissime e primi sia tradizionali che inventati.
Mezè – Maradona Youssef
Nel quartiere Tricolore, Mezè offre una cucina libanese di casa, curata da Maradona Youssef. Il menù racconta il viaggio gastronomico dal nord al sud del Libano, con piatti che uniscono tradizione familiare e scoperta di nuovi sapori.
Amina Ristorante – Monir Eddaedary
Ex finalista della decima edizione, Monir ha inaugurato un ristorante specializzato in cucina marocchina autentica. L’atmosfera è informale, con tajine ricche e una forte componente di condivisione a tavola.
Villa Albertina – Simone Finetti
Il concorrente della quarta edizione, Simone Finetti, ha aperto Villa Albertina ad Argenta (Ferrara). Il locale mette al centro i prodotti tipici del territorio ferrarese, includendo una chef-table per esperienze culinarie personalizzate.
Indiniò – Gloria Cama
Finalista dell’ottava edizione, Gloria Cama è executive chef di Indiniò in Friuli-Venezia Giulia. Il ristorante valorizza pesci di rioscuro, cacciagione locale e formaggi artigianali, integrando erbe spontanee raccolte nei boschi della Carnia.
L’Oca Fifì – Annamaria Magi
La nona edizione ha portato Annamaria a Lecce, dove ha aperto L’Oca Fifì, un locale che ripropone la tradizione gastronomica pugliese e salentina con un tocco personale, ispirato al suo giardino di famiglia.
Cardiocentro di Lugano – Davide Aviano
Ex concorrente della settima edizione, Davide ha trasformato il rooftop del Cardiocentro di Lugano in una cucina healthy dedicata a personale ospedaliero e ospiti, con pasta fresca e gelato artigianale, aperta solo su prenotazione.
‘Sunta – Laura Manili
Tra i migliori dieci della dodicesima edizione, Laura ha creato ‘Sunta’ nel Pigneto romano. Il locale propone stuzzichini da aperitivo e piatti robusti come fusilloni alla vaccinara, accompagnati da vini naturali di piccoli produttori.
Trevis – Franco Agyekum
Franco, proveniente dall’ultima edizione, ha lasciato il suo lavoro da manager in una multinazionale per aprire Trevis ad Amsterdam. Il menù fonde la tradizione italiana con tecniche moderne e ingredienti locali olandesi di alta qualità.
Il caso Stefano Callegaro: polemiche, tribunale e rinascita
Le accuse di Striscia la Notizia
Nel marzo 2015, Stefano Callegaro conquistò il titolo nella quarta edizione. Pochi mesi dopo, il programma satirico Striscia la Notizia lo accusò di aver lavorato come chef professionista per Knorr e in ristoranti, violando il regolamento riservato agli aspiranti amatoriali. Le polemiche si estesero a coinvolgere altri concorrenti, che chiesero un intervento giudiziario.
Il confronto legale e la sentenza
Magnolia, produttrice del format, portò Callegaro in giudizio per verificare la regolarità della sua partecipazione. Dopo anni di cause, il tribunale riconobbe che Stefano non era un cuoco professionista al momento della competizione, confermando la legittimità della sua vittoria. Il giudizio fu una vittoria simbolica per tutti gli ex concorrenti che temevano di essere ingiustamente stigmatizzati.
Rinascita personale e nuova sfida
Nonostante il trionfo giudiziario, la vita di Callegaro fu scossa da una diagnosi di tumore al cervello. La malattia, affrontata con la stessa tenacia mostrata in cucina, lo portò a superare il periodo più buio e a tornare ai fornelli con rinnovata energia. Oggi Stefano è impegnato in iniziative di sensibilizzazione e in progetti culinari che uniscono passione e resilienza.



