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2 Ottobre 2026

Podio all’UTMB: Emily Schmitz, allenamento e sfide a Chamonix

Emily Schmitz sorprende al traguardo dell'UTMB, mentre la gara avvia un confronto con Chamonix su sponsor e flussi turistici.

Podio all'UTMB: Emily Schmitz, allenamento e sfide a Chamonix

Il Ultra-Trail du Mont Blanc (UTMB) è da sempre una delle gare più impegnative del circuito trail, con un percorso di 108 miglia che tocca le vette delle Alpi francesi, svizzere e italiane e supera i 31.824 piedi di dislivello. Lo scorso mese, una nuova protagonista ha catturato l’attenzione: Emily Schmitz che nella sua prima partecipazione ha tagliato il traguardo in 22 ore, 17 minuti e 28 secondi piazzandosi al terzo posto, a meno di due minuti dal secondo classificato, Rachel Entrekin.

L’impresa di Schmitz è stata definita da molti come una delle performance più sorprendenti dell’edizione, soprattutto perché la atleta non aveva mai gareggiato a questa distanza prima d’ora. “Non immaginavo di arrivare così in alto”, ha dichiarato alla rivista Women’s Health, aggiungendo che il suo allenamento era stato particolarmente fluido e privo di intoppi.

Il regime di allenamento di Emily Schmitz: volume, ritmo e mentalità

Vivere a Chamonix da quattro anni ha permesso a Schmitz di sfruttare i sentieri locali come palestra permanente. Durante la settimana di picco, ha accumulato 110 miglia complessive, alternando uscite rapide su tratti più pianeggianti a lunghe sessioni di montagna dove un singolo chilometro poteva richiedere fino a venti minuti. “Quando ti alleni sui trail, il tempo conta più della distanza”, spiega l’atleta, sottolineando l’importanza di bilanciare ore di lavoro e intensità.

Un altro elemento cruciale è stato il rispetto dei giorni di recupero attivo. Schmitz ammette di aver spesso dovuto scegliere di correre da sola per mantenere una velocità più contenuta, evitando così il rischio di sovraccaricare il corpo. Inoltre, nonostante il suo ruolo di coach, ha collaborato con un allenatore esterno per avere una visione imparziale del suo programma.

Strategie mentali per affrontare la gara

Il fattore psicologico ha avuto un ruolo decisivo: “Il mio mantra era immaginare come avrei voluto sentirmi al traguardo e raccontarmi che non avrei mai mollato”, afferma Schmitz. Questa visualizzazione ha contribuito a mantenere alta la motivazione durante le ore più dure del percorso.

Recupero dopo l’UTMB e i primi passi verso il prossimo obiettivo

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, Schmitz non è arrivata al traguardo con il corpo annegato dalla fatica. Dopo gli ultimi 100 miglia del Western States, aveva definito l’esperienza “terribile”, ma questa volta ha avvertito solo una leggera indolenzimento. La sua routine di recupero è sorprendentemente semplice: più cibo, più sonno e nulla di tecnologico. “Mi limito a mangiare e dormire. Dopo una corsa importante, il primo pasto è stato pane e formaggio, tipico francese”, racconta.

Le prime notti sono state caratterizzate da difficoltà a dormire, ma entro tre giorni il sonno è tornato regolare e rigenerante. Successivamente, ha preso due settimane di pausa totale dalla corsa, dedicandosi a momenti sociali e a hobby non legati allo sport, per dare al corpo e alla mente il tempo di ricaricarsi.

Il ritorno ha avuto inizio con una corsa leggera di 30 minuti, nonostante la sensazione di poter proseguire più a lungo. Schmitz enfatizza l’importanza di non forzare troppo il ritorno all’attività, al fine di evitare il burnout.

UTMB sotto pressione: le critiche di Chamonix e le prospettive future

L’ultima edizione del 2026 ha sollevato numerose lamentele tra gli abitanti di Chamonix che hanno definito l’accoglienza per i residenti “insufficiente”. La direttrice dell’evento, Isabelle Viseux-Poletti ha riconosciuto il problema e ha annunciato l’avvio di un dialogo con il Comune per rivedere la presenza degli sponsor e la gestione dei flussi turistici.

Secondo la Viseux-Poletti, le critiche non sono nuove, ma la loro visibilità pubblica lo è. La soluzione proposta prevede una co-costruzione di misure con la municipalità, senza però accettare di diventare antagonisti su tematiche al di là della propria competenza. L’obiettivo è trovare un equilibrio che permetta al turismo sportivo di prosperare senza sovraccaricare la popolazione locale.

Per gli atleti, queste discussioni aprono la porta a un futuro più sostenibile del UTMB. Schmitz, ora a 45 anni, guarda al 2027 con curiosità, senza impegni fissati, ma con la consapevolezza che il suo picco sportivo arriva più tardi rispetto ad altri sport. “Il mondo del trail sta diventando più veloce, soprattutto nella gara femminile, e tutti ci spingiamo a vicenda”, conclude.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.