Matrix e la fiction su Erba mascherata da docu-fiction

Partiamo dal presupposto che un programma da bollino rosso che si nutre della morbosa moda del giornalismo rosso sangue, di derivazione Vespiana, che viene mandato in onda in prima serata è un controsenso che solo la nostra tv può permettersi; un conto è un bollino rosso che accompagna il film The Rock (ne ho detto uno a caso), un altro è quello che può accompagnare questa boiata inventata da Mentana.

Boiata, boiata, sei già lì a criticare ancor prima di aver visto il prodotto. No, come spesso accade bastano poche informazioni per potersi esprimere su un prodotto televisivo. Senza vederlo. Il motivo è semplice: quella che andrà in onda stasera a Matrix non sarà una docu-fiction sulla strage di Erba, ma una fiction su una strage.

No è difficile capirlo, ed è anche stupido mascherarla. Il documentario non esiste, i protagonisti sono attori.

Si prende spunto dalla realtà per mettere in scena una finzione.

Se dovessimo ragionare come Mentana allora anche una fiction come Falcone dovrebbe chiamarsi docufiction. Dove sta la differenza? Si parte dalla realtà, ci si documenta, poi si ricostruisca la vicenda con degli attori. come la chiami questa Enrico? Non è che solo perchè andrà in scena anche un dibattito si può prendere per il culo il telespettatore.

Credo che la strada tracciata da Enrico Mentana sia ancora più impervia di quella di Bruno Vespa e del suo plastico di Cogne a Porta a Porta.

Almeno lì si discuteva come in un bar, qui si supera il confine che delimita la realtà dalla finzione. Si compie un'operazione di falsificazione. Del tutto inutile oltretutto.

La tragedia diventa fiction. Fiction mascherata da documentario.

Scritto da Style24.it Unit
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