Il mercoledì sera la capitale della moda italiana ha ospitato un evento raro: la cena d’inaugurazione della Milano Fashion Week 2026, tenutasi presso il sontuoso Palazzo Reale. L’evento, organizzato dal Comune di Milano in collaborazione con la Camera Nazionale della Moda Italiana, ha visto la partecipazione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che ha voluto dimostrare al settore un segnale di vicinanza oltre alle sole misure economiche.
La cena di apertura al Palazzo Reale
Alle 20.30, il salone reale si è riempito di luci soffuse e di una platea di figure di spicco del mondo della moda, della diplomazia e dell’imprenditoria. La premier, vestita da Ermanno Scevrino, ha accolto l’evento con un discorso breve ma incisivo, sottolineando che “un segnale fisico è importante quanto le risorse finanziarie”. Il riferimento ai 100 milioni di euro destinati agli investimenti nel comparto è stato integrato da una nota più personale: la presenza stessa al tavolo della moda è, secondo lei, “un modo bello di dire grazie al settore per quello che fa per l’economia, la cultura e l’identità del Paese”.
Il significato istituzionale della partecipazione della premier
La presenza di Giorgia Meloni non è soltanto formale; rappresenta una conferma del ruolo strategico della moda nel panorama economico italiano. La Camera Nazionale della Moda Italiana ha ricordato che il comparto contribuisce al 5% del PIL nazionale e impiega circa un milione di persone. In un contesto di trasformazioni economiche e geopolitiche, la vicinanza delle istituzioni è percepita come un elemento stabilizzante per un settore tanto sensibile alle fluttuazioni internazionali.
Dichiarazioni e segnali economici
Durante la serata, il presidente della CNMI, Carlo Capasa, ha ribadito l’importanza dell’evento, affermando che la moda italiana è una “grande filiera industriale, apprezzata in tutto il mondo”. Ha inoltre evidenziato come la presenza della premier rafforzi il messaggio di sostegno governativo, oltre a fungere da richiamo per ulteriori investimenti sia pubblici che privati. Il richiamo ai 100 milioni di euro si inserisce in un più ampio pacchetto di incentivi volti a favorire la crescita del settore, dal design alla produzione tessile.
I protagonisti del tavolo: moda e diplomazia
Al tavolo della premier si sono alternati esponenti di spicco: il sindaco di Milano Beppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman Fertitta, l’amministratore delegato di Kering Luca de Meo, l’amministratore delegato di LVMH Frédéric Arnault, Diego Della Valle di Tod’s, Renzo Rosso di OT B, Remo Ruffini di Moncler, Anna Wintour di Vogue Andrea Guerra di Prada, Gildo Zegna e Brunello Cucinelli. La presenza di questi leader evidenzia la convergenza tra industria, creatività e politica, sottolineando il ruolo della moda come veicolo di soft power italiano.
La cena è stata inoltre accostata all’inaugurazione della mostra “Dalí e la Moda”, creando un ponte tra arte e alta moda. Il programma della settimana prevede 61 sfilate e oltre 200 appuntamenti, a dimostrazione della vitalità del settore e della sua capacità di attrarre pubblico internazionale.
La premier ha lasciato il Palazzo Reale poco prima delle 22.30, ma la sua apparizione rimane un punto di riferimento per la relazione tra governo e moda. Dopo una decade senza precedenti, nella quale l’ultima partecipazione di un premier risale al 2016 con Matteo Renzi, il ritorno di una figura istituzionale di primo piano segna un possibile nuovo capitolo di collaborazione più stretta tra le istituzioni e l’industria creativa italiana.



