La blogger cinese che denunciò la pandemia rischia di morire in carcere

Zhang Zhan, blogger cinese che ha denunciato la pandemia a Wuhan, rischia di morire in carcere a causa del suo sciopero della fame.

Zhang Zhan, blogger cinese che ha denunciato la pandemia a Wuhan, rischia di morire in carcere a causa del suo sciopero della fame.

La blogger cinese che denunciò la pandemia rischia di morire in carcere

La blogger cinese Zhang Zhan, attivista che denunciò la pandemia a Wuhan, era stata arrestata con l’accusa di “aver provocato disturbo all’ordine pubblico“. Il reato è stato fortemente contestato. La donna ha 38 anni e sta facendo uno sciopero della fame dopo essere stata condannata alla fine del 2020 a quattro anni di prigione. Nel febbraio 2020 si era ricata a Wuhan per indagare sullo scoppio della pandemia. Aveva denunciato sui social le autorità che avevano arrestato reporter indipendenti e avevano minacciato le famiglie dei pazienti contagiati per farli rimanere in silenzio.

Scomparsa a Wuhan nel maggio 2020, era riapparsa in carcere il mese dopo a Shanghai.

La blogger cinese che denunciò la pandemia rischia di morire in carcere: si aggravano le sue condizioni

Amnesty International ha denunciato le precarie condizioni di salute della giornalista. L’organizzazione, come scritto in una nota, ha sollecitato le autorità cinesi a rilasciare Zhan, che è in sciopero della fame da giugno 2020. Nei messi successivi è stata alimentata a forza e tenuta incatenata per non rimuovere la sonda per l’alimentazione.

Al processo, non potendo stare in piedi a causa della debolezza, è arrivata su una sedia a rotelle. Il 31 luglio, a causa della gravità delle sue condizioni, è stata ricoverata ma poi rimandata in carcere dove ha continuato con la sua protesta.

La blogger cinese che denunciò la pandemia rischia di morire in carcere: la conferma della famiglia

La notizia della gravità delle sue condizioni è stata confermata dalla famiglia della blogger. Zhanrischia di non vivere a lungo” ha spiegato il fratello Zhang Ju su Twitter. “Sembra che per lei conti solo Dio e le verità in cui crede” ha aggiunto, spiegando che di averle chiesto più volte di “prendersi cura di lei“. Uno degli avvocati della giornalista, che ha chiesto l’anonimato, ha dichiarato che la famiglia ha chiesto di poterla andare a trovare ma non hanno ricevuto risposta.

Scritto da Chiara Nava
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