Kalush Orchestra: chi sono i rappresentanti dell’Ucraina all’Eurovision

I Kalush Orchestra sono un gruppo hip hop che rappresenterà l’Ucraina a Eurovision. La loro canzone sembrerebbe essere la favorita di quest'edizione.

I Kalush Orchestra sono un gruppo hip hop che rappresenterà l’Ucraina alla manifestazione che si terrà a Torino a partire da domani e fino al 14 maggio. Sono per ora i favoriti di questa edizione dell’Eurovision Song Contest, il concorso canoro più grande al mondo.

Kalush Orchestra: chi sono

La formazione prende piede nel 2019 come terzetto, portando il nome della città dell’Ucraina occidentale di Kaluš, situata ai piedi dei monti Carpazi e paese natio di Oleh Psyuk, il cantante del gruppo. La peculiarità del loro stile consta nel fatto che mescola l’hip hop moderno alle melodie tradizionali della musica popolare ucraina, con l’uso per esempio della telenka, uno strumento a fiato caratteristico della zona.

In realtà, al concorso indetto con il fine di selezionare l’artista ucraino che avrebbe partecipato all’Eurovision, i Kalush Orchestra arrivarono secondi a Alina Paš, la quale si è in seguito ritirata quando le hanno contestato un viaggio in Crimea, il territorio annesso in maniera considerata illegale dalla Russia nel 2014.

Le previsioni relative alla loro possibile vittoria sembrano essere connesse più all’emergenza umanitaria in corso in Ucraina più che alla grandezza della canzone tout court.

Quest’ultima, intitolata “Stefania”, è dedicata alla madre di uno di loro. Lo scorso 22 febbraio, quando vennero informati che avrebbero partecipato all’Eurovision, quindi solo due giorni prima dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, il gruppo era alle prese con un tour per varie città autoctone nonché polacche. Le prossime date si terranno invece nei Paesi Bassi e in Israele. Intanto, band e collaboratori si sono impegnati per fornire aiuti per la situazione di guerra contingente.

In particolare, Psyuk, in seguito all’aggressione russa, partì dalla capitale Kiev, dove viveva, per fare ritorno a Kaluš, consegnare i pacchi di aiuti umanitari e trasportare i profughi dove necessario. Tymofiy Muzychuk, il musicista ospite a cui sono state affidate le parti melodiche di “Stefania”, è diventato a sua volta un volontario, trasportando cibo e materiale per i soldati ma prevalentemente mettendo in contatto le persone che possedevano un’autovettura con quelle che avevano bisogno di muoversi. Mikola Kycheriavyy, invece, il manager del gruppo, aveva preso parte alle milizie, abbandonandole successivamente poiché non aveva alcuna esperienza militare. In seguito, iniziò a raccogliere fondi per far avere alle truppe, giubbotti antiproiettile, materiale di primo soccorso nonché munizioni.

La partecipazione dell’Ucraina a Eurovision

L’Ucraina partecipa all’Eurovision dal 2003, e si è quasi sempre qualificata tra i primi dieci classificati con artisti o gruppi dei generi più svariati, dal pop dance della cantante Ruslana, che vinse il concorso nel 2004, alla techno-disco dei Go_A, che l’anno scorso arrivarono quinti.

Oleksii Zhembeovskyi, il produttore artistico che si occuperà di curare l’esibizione del gruppo all’Eurovision, ha spiegato che, considerando la situazione di guerra, il messaggio che la canzone vuole veicolare e lo spettacolo che avrà luogo al concorso si prefiggono l’obiettivo di essere il più universali possibile, consacrandosi a un concetto molto ampio di maternità. Il produttore aspirava a includere nell’esibizione alcuni elementi molto tangibili rispetto alla guerra in corso ma, dal momento che sono proibite all’interno dello stesso immagini prettamente politiche, ha sottolineato che lo spettacolo sarà quindi pervaso da sorprese e simboli, come immagini di madri straziate che attendono il ritorno dei propri figli.

Secondo le previsioni realizzate da diverse agenzie di scommesse, la canzone dei Kalush Orchestra sarebbe nettamente la favorita per la vittoria di quest’edizione, seguita da “Brividi”, il pezzo di Mahmood e Blanco che si è guadagnato la vittoria all’ultimo Festival di Sanremo.

Scritto da Chiara Zanetti
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