Gaia e Luna sono tornate. Nei giorni di Michael Jackson ci propongono Michael Jordan

Gaia e Luna sono tornate, che io sappia stavolta senza servizio sul TG5. Le aspiranti Rossi ora non aspirano più. Ad aspirare potrebbe invece essere ancora una volta il loro papi (che scritto così di questi tempi è parola tabù, ma io mi sto riferendo al loro padre naturale, quello vero, autentico: genitore ma anche produttore musicale) che forse sta tentando di rigettarle nel marasma della musica "pret à porter" visto il fugace successo della prima "prova di lancio".

Le avevamo lasciate con la chitarra al collo mentre inseguivano un sogno chiamato Vasco Rossi, le ritroviamo su un campetto da basket, in versione amerigana, mentre ci invitano ad un codiale Give it Up con tiri da tre degni del miglior Michael (pace all'anima sua, ma stavolta parlo di…) Jordan. Se invece dovessimo fare un riferimento al compianto Jacko, visto che in questi giorni ce lo propongono in tutte le salse, direi che in quanto a passetti e ad "Au" intercalati da versi e da musica ancora non ci siamo.

Già, e se non fosse stato per Antonio non avrei mai saputo del loro ritorno. E questo non vuol dire che mi debba sentire in debito con lui. Anzi. Vi dirò di più, non ho il coraggio di pubblicare il video, rimando al buon Antonio per farvi godere di cotanta arte.

Vi invito solo a concentrarvi su: capacità atletiche delle bambine (forse era meglio una partita a pallavolo), occhiali da sole in stile velina, movimento reppeggiante della mano, location con tanto di bambini ignari che stanno giocando a pochi metri dal campo da basket chiedendosi cosa diavolo stiano facendo quelle due ragazzine, microfono con cavo anni '80, abbigliamento con stile un po' confuso.

Tutto questo racchiuso in un video che più che "poco curato e naturale come richiede lo stile 2.0 in caso di marketing selvaggio" fa molto "provo a fare un videone con un montaggio della madonna da pubblicare su Youtube". Salvo poi accorgersi che ne è venuta fuori 'na roba un pochetto kitsch.

Dai, Agostino (che è il papà), sono due bambine di 11 e 8 anni (mi sembra di aver capito leggendo i commenti al video). Con i tempi che corrono, e con lo sbandamento giovanile nell'epoca del Grande Fratello, non sarebbe il caso di impegnare le proprie forze su un progetto musicale che coinvolga un talentuoso over 18? Va bene anche un pirletta over 18 al quale affidare comunque la madre delle prossime canzoni estive: Give it Up, appunto.

Oh, poi ciascun genitore è libero di crescere i figli come meglio crede, può benissimo travestirle da star a dieci anni, ma il gioco vale veramente la candela?

Mio Dio, i bookmakers mi stanno facendo intendere che al 97% sarà un padre rompicoglioni. Ad oggi, con dieci mesi di pratica, ci stanno azzeccando.

Scritto da Style24.it Unit
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