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5 Novembre 2026

“La lite era vera”. Diaco e Matano, Parpiglia riapre il caso dopo anni

Gabriele Parpiglia sostiene che la lite tra Pierluigi Diaco e Alberto Matano del luglio 2020 sia avvenuta davvero. Racconta anche la querela presentata contro Diaco e poi ritirata dopo le sue scuse.

Diaco e Matano, Parpiglia: «La lite del 2020 era vera»

A sei anni di distanza, il giornalista Gabriele Parpiglia torna sul presunto scontro tra Pierluigi Diaco e Alberto Matano, avvenuto nel luglio 2020 fuori dalla Rai, e sostiene che quell’episodio, smentito all’epoca da entrambi i conduttori, ci sia stato davvero. Lo ha scritto nella sua newsletter. Ha aggiunto un retroscena: la querela che lui stesso presentò contro Diaco dopo un tweet in cui veniva indicato tra gli autori dell’indiscrezione.

Lo spunto arriva da un articolo dedicato all’intervista di Diaco, oggi alla guida di BellaMa’, ad Alberto Ravagnani. Da lì Parpiglia risale al confronto con il volto de La Vita in Diretta e ne dà una versione molto diversa da quella ufficiale.

«Diaco allora smentì pubblicamente: disse che non era successo nulla, ma io, qui, ve lo dico: la lite era vera. Parole grosse, da Diaco verso Matano»

Sul movente Parpiglia resta vago. Parla di una forma di invidia, ma dice di non voler entrare nei dettagli.

Il tweet di Diaco e la querela di Parpiglia

Il giornalista precisa di non essere stato lui a diffondere la notizia della lite. Ne era venuto a conoscenza, spiega, ma all’epoca lavorava con Diaco per Maurizio Costanzo e non scrive mai di chi lavora con lui: «Ho ancora il buon gusto, e la correttezza, di non scrivere delle persone con cui lavoro».

Poche ore dopo la diffusione del rumor, secondo il racconto di Parpiglia, Diaco avrebbe pubblicato un tweet in cui diceva di sapere chi ci fosse dietro l’indiscrezione. I riferimenti, sostiene il giornalista, portavano a tre persone: Francesco Facchinetti, Fabrizio Corona e lui stesso. La reazione è stata immediata.

«Immediatamente, quella sera faccio la fotografia della schermata e la giro al mio avvocato. La mattina dopo, senza avvertire nessuno, e lavorandoci insieme, lo denuncio. Senza dire una parola»

La querela ha portato a un rinvio a giudizio. Il procedimento si è però fermato. Una persona di cui Parpiglia non fa il nome gli avrebbe chiesto di ritirare la denuncia, e lui ha accettato dopo aver ricevuto le scuse del conduttore: «Mi fa chiamare da una persona alla quale io non potevo dire di no. Mi chiede di ritirare la denuncia. Era pentito, mi chiedeva scusa, era un momento di rabbia».

Come nacque l’indiscrezione nel luglio 2020

A rendere pubblica la vicenda era stato, il 1° luglio 2020, il paparazzo Alan Fiordelmondo sul suo profilo Instagram. Raccontava di urla e insulti fuori dalla sede Rai. Diaco, secondo il fotografo, avrebbe accusato Matano di aver contribuito all’uscita di Lorella Cuccarini da La Vita in Diretta. Fiordelmondo aggiungeva un dettaglio poi contestato: «Una scena imbarazzante anche per gli alti dirigenti Rai che hanno assistito allo spiacevole episodio. Pare che Matano non abbia risposto agli insulti per evitare di alimentare la polemica».

La notizia fu ripresa dalle principali testate. Il giorno dopo, il 2 luglio, Diaco intervenne su Twitter. Negò lo scontro ma confermò di aver espresso a Matano un giudizio netto:

«Matano è stato sleale con l’amica Lorella Cuccarini. Gli ho detto con educazione quello che penso. Non volevo che il mio giudizio gli fosse riportato. Non ci sono state urla, scenate, né erano presenti dirigenti Rai. Mi chiedo come fa a circolare una indiscrezione falsa. Dettata da chi?»

La smentita di Matano e le versioni a confronto

Un mese più tardi anche Matano prese posizione, in un’intervista a Il Fatto Quotidiano. Escluse qualsiasi litigio: «Non c’è stata alcuna lite, ci siamo solo parlati. Non capisco come sia venuta fuori questa gigantesca fake news». Disse anche di essere dispiaciuto per le parole di un collega che rispetta, e le definì il suo punto di vista.

Oggi il racconto di Parpiglia si avvicina molto a quello iniziale di Fiordelmondo. Restano però due ricostruzioni inconciliabili. Da una parte c’è un faccia a faccia tra colleghi, con un giudizio espresso in modo educato. Dall’altra ci sono parole pesanti pronunciate fuori dagli studi.

Una risposta diretta dei protagonisti appare difficile. Diaco non è più sui social da anni, il canale da cui era partita la sua smentita. Matano ha sempre mantenuto un profilo discreto su quell’episodio. L’unico strumento formale che avrebbe potuto fare chiarezza, la querela arrivata al rinvio a giudizio, è stato ritirato su richiesta di una terza persona che Parpiglia non ha mai nominato.