Durante il Clementina Festival si è tenuto il convegno “La Clementina di Calabria: il futuro è adesso”, un momento di confronto tra produttori, grossisti e addetti ai lavori del mercato agroalimentare europeo. In parallelo, Alba ospita la 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, un evento che mette al centro le relazioni autentiche tra territorio, produttori e consumatori. Entrambi gli appuntamenti, pur diversi per settore, evidenziano come gusto, innovazione e alleanze stabili siano i pilastri per conquistare mercati competitivi.
Rungis: la concorrenza su scala globale e il ruolo decisivo del gusto
Franck Lliso, direttore generale di Select Agrumes, ha ricordato che i banchi di Rungis accolgono clementine da Spagna, Portogallo, Marocco, Sud-Africa e Perù, tutte con standard qualitativi elevati. Per lui, l’elemento discriminante resta il sapore: “Se un bambino vuole un’altra clementina, il prodotto è buono; altrimenti non serve”. L’operatore sottolinea inoltre che il grossista non è solo un intermediario, ma il ponte che trasforma la produzione in consumo finale, rendendo indispensabile la capacità di leggere le preferenze del pubblico francese.
Innovazione varietale e relazioni a lungo termine: la strategia di Lliso
Secondo Lliso, il successo delle clementine calabresi dipende da una visione di lungo periodo. Non basta vendere una partita e poi chiudere: occorre costruire rapporti commerciali stabili tra coltivatori e grossisti. Egli invita i produttori a investire nella ricerca varietale, citando l’esempio spagnolo, dove sono state introdotte varietà più resistenti alla siccità e alle malattie. “Sul mercato la concorrenza è feroce e il cliente non è diplomatico: se la clementina non è buona, semplicemente non la compra”, avverte, evidenziando la necessità di un dialogo costante e di feedback concreti.
Biologico e storytelling territoriale: l’approccio di Desmettre Bio
Mounir Bouhelel, responsabile approvvigionamento di Desmettre Bio, aggiunge una dimensione di differenziazione legata al biologico e al racconto del territorio. Secondo lui, non tutti i consumatori sono sensibili solo al prezzo: alcuni cercano sapori autentici e sono disposti a pagarli di più. La strategia di Bouhelel parte dall’assaggio: “Facciamo provare il prodotto, poi i clienti tornano da soli”. Il valore del territorio è poi comunicato attraverso l’etichetta, permettendo al cliente di riconoscere l’origine e di attendere la prossima stagione.
Posizionamento italiano nel segmento biologico
Nel contesto di Rungis, circa 300 aziende operano nel settore, ma solo quattro sono specializzate nel biologico. Qui l’Italia si colloca al secondo posto dopo la Spagna, ma la clientela biologica privilegia le produzioni europee per prossimità geografica. Bouhelel ribadisce che il prezzo più alto del biologico è giustificato dalla percezione di qualità superiore, comparabile a spese per beni di lusso come uno smartphone.
Autentiche relazioni: dal mercato delle clementine al festival del tartufo
Le dinamiche illustrate per le clementine trovano eco nella Fiera del Tartufo Bianco di Alba, dove il percorso “Sostenibilità Incrociate” mette in scena chef, imprenditori e artisti per dimostrare che relazioni solide sono fondamentali anche nel mondo gourmet. Chef Antonio Guida, vincitore del premio Dawn to Earth 2026, ha mostrato come il rispetto per il territorio e la collaborazione tra produttori e gastronomie possano trasformare un prodotto raro in un simbolo di valori universali. Entrambi gli eventi, dunque, convergono su un messaggio comune: il gusto autentico nasce dall’innovazione, dal rispetto del territorio e da partnership durature.



