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21 Ottobre 2026

Cover per iPhone con rossetto: trend bellezza e impatto ambientale

Le cover iPhone con rossetto hanno trasformato un accessorio in fenomeno virale, ma nascondono costi ambientali e pratici.

Cover per iPhone con rossetto: trend bellezza e impatto ambientale

Nel febbraio 2024 il mercato della bellezza ha assistito a un evento inaspettato: la nascita della Rhode Lip Case una cover in silicone da 38 $, ideata da Hailey Bieber per il suo marchio Rhode. Il dispositivo protegge il telefono e, allo stesso tempo, custodisce un tubetto del famoso Peptide Lip Treatment, trasformando lo smartphone in un mini vanity.

Il prodotto è divenuto immediatamente un must tra le giovani di Manhattan, comparendo nei numerosi selfie di Hailey e nella mano di adolescenti che passeggiano per le strade del centro. Il canto di Justin Bieber – “That’s my baby / She’s iconic / iPhone case / Lip gloss on it” – ha ulteriormente cementato il legame tra musica e accessorio, facendo decollare le vendite in tempo record.

Il boom virale e le imitazioni sul mercato

Il successo della Rhode Lip Case ha spronato una miriade di copie. Siti come Temu e Shein propongono versioni a basso costo in tutti i colori dell’arcobaleno, mentre diversi brand hanno lanciato proprie ibridazioni di cover-cosmetico. A inizio 2024 Daise Beauty ha presentato un balsamo che si attacca al retro come un Pop Socket; più recenti sono il mini rossetto di Dior (prezzo 95 $) e la polvere fissante di Charlotte Tilbury, offerta gratuitamente con l’acquisto.

Fenty Beauty, in collaborazione con Casetify, ha cercato di superare il concetto originale proponendo una cover che contiene sia una polvere che un gloss. Il risultato, però, appare ingombrante: “un prodotto così massiccio non può star dietro a una borsa piccola né in una tasca”, osservano i consumatori.

Impatto ambientale e criticità igieniche

Il mercato dei cosmetici è già responsabile di una notevole quantità di plastica. Secondo Euromonitor International, nel 2018 negli USA sono stati prodotti 7,9 miliardi di unità di plastica rigida per prodotti di bellezza e assistenza personale; il settore dovrebbe crescere del 5 % annuo fino al 2030. Oggi, solo il 9 % di tutti i rifiuti plastici viene effettivamente riciclato.

Le cover con prodotti cosmetici introducono un ulteriore livello di spreco e una serie di problemi igienici. Uno studio pubblicato su Time ha evidenziato che i telefoni cellulari sono circa dieci volte più sporchi di un water pubblico. Dscout, in un’analisi recente, ha rilevato che l’utente medio tocca il proprio dispositivo 2 617 volte al giorno. Applicare un rossetto o una polvere su una superficie così contaminata non è solo poco igienico, ma anche potenzialmente dannoso per la pelle.

La stessa Katie Gunderman, associate social media manager di Allure, ha provato la versione adesiva di Daise: “All’inizio mi è sembrata carina e pratica, ma dopo una settimana la cover si apre continuamente, raccogliendo sporco. Non potrei più usarla sulle labbra”, ha dichiarato.

Verso una riflessione sul consumo

Il caso della Rhode Lip Case evidenzia come il desiderio di originalità possa sfociare in prodotti altamente disponibili ma poco sostenibili. Anche Hailey Bieber, pur affermando a Fortune di non volere un eccesso di consumo, continua a proporre sei varianti di colore, alimentando un ciclo di acquisti rapidi.

Se da un lato rappresentano un modo divertente di personalizzare il proprio smartphone, dall’altro sollevano interrogativi su sostenibilità, igiene e durata nel tempo. Il futuro del settore dipenderà dalla capacità dei brand di coniugare innovazione estetica e responsabilità ambientale.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.