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6 Ottobre 2026

Look da ufficio d’autunno: vestirsi con eleganza secondo il dress code

Il look da ufficio cambia passo con l'arrivo dell'autunno.

Le giornate si accorciano, le temperature del mattino scendono e il guardaroba leggero dell’estate lascia il posto a tessuti più corposi, adatti a reggere molte ore di lavoro tra riunioni, spostamenti e ambienti riscaldati. Prima ancora della stagione, però, a orientare la scelta dei capi è il contesto professionale in cui ci si muove.

Ogni ambiente di lavoro ha infatti un suo dress code, cioè l’insieme di regole, scritte o implicite, che stabiliscono il grado di formalità richiesto nell’abbigliamento. Conoscere questi codici permette di vestirsi in modo appropriato a ogni occasione senza rinunciare al proprio gusto personale.

Il registro formale: tailleur e gonna a matita per gli appuntamenti importanti

Il livello più alto di formalità riguarda i settori in cui l’immagine professionale si lega alla fiducia che si chiede all’interlocutore.

In questi casi, il capo di riferimento è il tailleur in lana fredda, una lana pettinata a filo sottile e ritorto che resta leggera, respira e si stropiccia poco anche dopo una giornata passata alla scrivania. Nelle settimane più fresche si può passare alla flanella, più morbida e calda al tatto. La giacca che segna il punto vita segue una direzione chiara delle collezioni di questa stagione, che hanno riportato in primo piano silhouette asciutte, costruite intorno alla vita e pensate per valorizzare la figura.

Accanto al pantalone, un’altra scelta classica è rappresentata dalla gonna a matita, dritta, aderente e lunga fino al ginocchio, da portare con una camicia in seta o in popeline di cotone e con una décolleté dal tacco medio, comoda anche negli spostamenti. I colori restano quelli della sobrietà, dal blu notte al grigio antracite fino al nero. Per dare un segno di stagione senza uscire dal codice, basta un dettaglio nei toni del bordeaux o del marrone cioccolato, due colori protagonisti delle passerelle autunno inverno 2026-2027: una camicia, un foulard o una borsa sono sufficienti.

Business casual: pantaloni classici e maglieria fine

Molti uffici hanno adottato negli ultimi anni un codice meno rigido, il business casual, che conserva un’immagine curata ma rinuncia all’obbligo del completo coordinato. Giacca e pantalone possono essere di tessuti e colori diversi e la camicia lascia spesso il posto alla maglieria.

La base di questo registro è il pantalone dal taglio classico, con la piega stirata sul davanti e la vita alta, a gamba dritta oppure più ampia. Sopra, il capo che risolve la maggior parte delle giornate autunnali è il dolcevita in lana merino, che scalda senza aggiungere spessore e si porta bene anche sotto una giacca. Proprio la giacca cambia natura rispetto al registro formale: in questo contesto funziona meglio una giacca destrutturata, priva di imbottiture rigide sulle spalle e di interni pesanti, che cade in modo più morbido e segue i movimenti.

Chi preferisce la gonna può orientarsi sulla gonna midi, che arriva a metà polpacci ed è stata riportata in primo piano dalle collezioni di stagione insieme alle silhouette ispirate agli anni Cinquanta. Con stivali alti in pelle e una maglia sottile infilata in vita, la gonna midi mantiene un aspetto professionale e protegge adeguatamente dal freddo. Ai piedi, oltre agli stivali, il mocassino in pelle resta la scelta più versatile per le giornate che prevedono l’alternanza tra scrivania e riunioni.

Smart casual: quando il jeans entra in ufficio

All’estremo opposto si colloca lo smart casual, il codice diffuso nei settori creativi, nella comunicazione, nel digitale e, in molte aziende, nelle giornate senza appuntamenti esterni. La formula consiste nell’abbinare capi informali a elementi eleganti, così che il risultato complessivo resti ordinato.

dritta Il capo che distingue questo registro dagli altri è il jeans scuro a gamba dritta, un modello che le tendenze della stagione hanno riportato in primo piano. Per l’ufficio, la scelta cade su modelli senza strappi né scoloriture, con un orlo che arrivi alla caviglia o appena sopra, così da lasciare in vista lo stivaletto o il mocassino.

Sopra il jeans, una giacca dal taglio classico porta il look verso un registro più professionale, soprattutto se abbinata a una camicia bianca o a un maglione girocollo in cashmere. Gli stivaletti alla caviglia, con tacco basso o a blocco, completano l’insieme e reggono bene la pioggia di ottobre. Una borsa strutturata in pelle, capace di contenere computer e documenti, conferma l’intenzione del look anche quando i singoli capi sono più rilassati.

Il cappotto sartoriale che accompagna ogni registro

Accanto agli elementi che definiscono ciascun registro, il guardaroba da ufficio autunnale ne ha uno che li accomuna tutti: il cappotto. Presente in ogni tragitto verso il lavoro, è la prima cosa che colleghi e clienti notano all’arrivo, dunque la sua scelta incide sull’immagine professionale quanto ogni altra parte del look.

Poiché lo si porta di volta in volta con un abbigliamento più o meno formale, il capospalla deve accordarsi con registri molto diversi. La soluzione più adatta è il cappotto sartoriale, pensato per vestire la figura con l’accuratezza di un abito su misura. La spalla modellata sulle proporzioni del busto e il giro manica abbastanza ampio da accogliere una giacca indossata sotto gli permettono di adattarsi a ogni abbinamento senza perdere forma e senza ostacolare i movimenti nel corso della giornata. Su questo rigore costruttivo si fonda, per esempio, il lavoro di Cinzia Rocca, storica realtà attiva dal 1953, in cui ogni cappotto da donna sartoriale unisce la precisione del taglio a filati pregiati come alpaca, cashmere e lana, capaci di assicurare calore con un peso contenuto e una caduta che si mantiene sempre impeccabile.

Indossato sopra il tailleur, un cappotto di questo tipo ne prolunga la linea e preserva la ricercatezza dell’insieme, mentre sopra la maglieria e il jeans conferisce la struttura che ai capi informali viene a mancare.

La lunghezza va valutata in funzione di ciò che si indossa sotto. Un modello che scende sotto il ginocchio copre sia la gonna a matita sia la gonna midi, evitando che l’orlo della gonna sporga oltre quello del cappotto. Con il pantalone risulta adatta anche una lunghezza più contenuta, che agevola i movimenti negli spostamenti a piedi. Il monopetto rimane la soluzione più sobria per i contesti formali, mentre una cintura in vita asseconda la silhouette che la stagione ha riportato al centro delle collezioni.

Quanto ai colori, cammello, blu e nero offrono la maggiore versatilità, poiché si accordano con le tonalità di tutti e tre i registri. Una sciarpa in lana o in cashmere in una tinta di stagione completa il capospalla nelle mattine più fredde e ne rinnova l’aspetto da un giorno all’altro.