Salta al contenuto
1 Ottobre 2026

Cantiere fantasma a Porta Cappuccina: 14 milioni spesi per niente

A Ascoli Piceno, 120 famiglie vivono sotto ponteggi inutilizzati mentre il superbonus 110% rimane bloccato e il sindaco ammette di avere le mani legate.

Cantiere fantasma a Porta Cappuccina: 14 milioni spesi per niente

Nel cuore del quartiere Porta Cappuccina, in via Arrigo Boito, sei edifici residenziali si ergono sotto una coltre di ponteggi che non nasconde più un cantiere attivo, ma un vero e proprio cantiere fantasma. Da più di un anno le strutture impediscono l’accesso a finestre e balconi, lasciando circa 120 famiglie costrette a una quotidianità priva di luce naturale e aria fresca.

Il cantiere di via Arrigo Boito: dati, costi e condizioni attuali

Il progetto, valutato in circa 14 milioni di euro doveva garantire l’applicazione del superbonus 110% con la realizzazione di cappotti termici, nuovi infissi e una centrale termica più efficiente. L’appalto è stato affidato a un’impresa che, dopo aver eretto i ponteggi ha abbandonato i lavori prima della prima certificazione di avanzamento (SAL). Il risultato è una scia di strutture metalliche che avvolgono le facciate, costringendo gli abitanti a vivere in spazi ovviamente più cupi e ventilati.

Superbonus 110%: le cause del blocco e le ripercussioni sul territorio

Il superbonus 110% è stato introdotto per incentivare la riqualificazione energetica e sismica del patrimonio edilizio italiano. Tuttavia, l’enorme afflusso di richieste ha superato le capacità operative del mercato, generando ritardi e, in alcuni casi, il canto di cantieri abbandonati. A Ascoli Piceno il Comune ha gestito 934 pratiche di superbonus in soli tre anni, testimonianza dell’entità del fenomeno. L’interruzione del cantiere di via Arrigo Boito è divenuta una delle manifestazioni più evidenti di questo sovraccarico: i lavori, pur finanziati da risorse pubbliche, rimangono incompiuti, lasciando la cittadinanza a pagare la quota di danni sociali ed economici.

Impatto umano: le 120 famiglie in difficoltà

Per le famiglie coinvolte, la situazione è più di un semplice disagio logistico. La perdita di ventilazione naturale influisce sulla salute, specialmente per anziani e bambini, mentre l’impossibilità di accedere al balcone riduce drasticamente la qualità della vita domestica. Alcuni residenti hanno espresso il proprio malcontento sui social, citando le parole del sindaco Marco Fioravanti – “Abbiamo le mani legate” e “È una vergogna” – per descrivere l’impotenza dell’amministrazione locale davanti a un problema che, pur avendo radici nella normativa nazionale, si manifesta sul piano privato.

Risposta del Comune di Ascoli Piceno e limiti istituzionali

Il Comune ha attivato un tavolo di coordinamento coinvolgendo la polizia locale, i vigili del fuoco e l’Azienda sanitaria territoriale, e ha informato la prefettura della situazione. Tuttavia, il primo cittadino ha sottolineato come l’Amministrazione non abbia strumenti legali per intervenire direttamente in un cantiere privato finanziato tramite superbonus: “non possiamo spendere soldi pubblici in un immobile privato“, ha spiegato Fioravanti, evidenziando il vuoto normativo che impedisce azioni rapide.

Le famiglie, La mancanza di un fondo di garanzia nazionale per completare i lavori in caso di insolvenza dell’impresa rende la situazione ancora più complessa, lasciando le case in uno stato di stallo indefinito.

Autore

Cristian Castiglioni

Cristian Castiglioni, veneziano, iniziò come blogger dopo aver postato una guida sui bacari e ricevuto centinaia di messaggi: quella reazione spinse la sua trasformazione in redattore. Cura contenuti amichevoli e porta in redazione appunti fotografici di vaporetto e cicchetti.