Fin da adolescente, al compimento dei 17 anni, ho scoperto la forza del sollevamento pesi e ne sono rimasta affascinata. Quei primi anni di pratica mi hanno accompagnato durante tre gravidanze, una carriera agonistica nella body-building negli anni quaranta e, successivamente, mi hanno condotto a diventare personal trainer. Quando la vita mi ha spostata verso la perimenopausa e poi la menopausa ho capito che il corpo cambia radicalmente: gli allenamenti che prima sembravano sostenibili ora mi lasciavano esausta, e la dieta di una volta non mi dava più energia.
Gli anni quaranta: fare della forza una priorità
Il primo decennio della vita di mezza età è il momento ideale per investire nella massa muscolare. La perdita di tessuto muscolare inizia già nei trenta perciò è fondamentale intervenire prima che l’accelerazione sia evidente. Invece di valutare l’efficacia di una sessione dall’intensità del sudore o dalle calorie bruciate, è più utile concentrarsi su forza, stabilità e resistenza. Un allenamento di forza può non consumare tante calorie quanto una cardio intensa, ma garantisce benefici a lungo termine: riduzione del rischio di osteoporosi, maggiore facilità nelle attività quotidiane e una più alta capacità metabolica.
Recupero e costanza
Un altro aspetto cruciale è il recupero. Dormire a sufficienza e concedersi giorni di riposo permette ai muscoli di ricostruirsi e al corpo di adattarsi. La costanza batte l’estrema intensità: due-tre sessioni settimanali di esercizi di forza, integrate da brevi camminate o cardio di 30 minuti, sono più efficaci di un programma estremo e poco sostenibile.
Gli anni cinquanta: mantenere e potenziare la forza durante la menopausa
Nel decennio dei cinquanta il focus si sposta dal semplice guadagno muscolare al preservare quello già acquisito. La menopausa può alterare la composizione corporea, la qualità del sonno e l’energia, ma non deve diventare una scusa per ridurre l’intensità. È consigliabile allenarsi almeno due-tre volte a settimana, aumentando gradualmente i carichi o le ripetizioni per stimolare l’adattamento muscolare. Non è necessario sollevare pesi massimi; l’importante è fornire al muscolo una sfida progressiva che ne favorisca la crescita.
Adattare gli allenamenti ai sintomi
Quando i sintomi della menopausa (affaticamento, insonnia, sbalzi d’umore) sono intensi, è opportuno modificare la routine: ridurre il numero di serie, optare per esercizi con peso corporeo o concentrarsi su mobilità e camminate leggere. Questo mantiene l’abitudine senza sovraccaricare un corpo in fase di transizione. Se i disturbi sono particolarmente gravi, è consigliabile consultare il medico prima di proseguire.
Gli anni sessanta e oltre: forza, equilibrio e indipendenza
Superati i sessanta l’obiettivo principale è preservare l’autonomia quotidiana. Attività come alzarsi da una sedia, salire le scale, trasportare la spesa o giocare con i nipoti richiedono una combinazione di forza, equilibrio e potenza. Perciò, oltre agli esercizi di sollevamento, è fondamentale includere movimenti di single-leg plyometrici leggeri e esercizi di coordinazione. Anche se si hanno limitazioni artritiche o vecchie lesioni, è possibile adattare gli esercizi: ad esempio, sostituire lo squat con un sit-to-stand.
Che tu abbia 40, 50 o 70 anni, l’importante è rimanere costanti, ascoltare il proprio corpo e progredire in modo sicuro. Con la giusta mentalità, il sollevamento pesi diventa lo strumento per sentirsi più robuste, più energiche e pronte ad affrontare le sfide della vita in ogni fase.



