Il Papa Leone XIV ha concluso la sua storica itineranza francese con una celebrazione di massa a Place de la Concorde a Parigi. L’evento, previsto per il 26 settembre, ha attratto una folla senza precedenti: stime ufficiali parlano di circa 800.000 fedeli lungo i tre chilometri che collegano la piazza all’Avenue de la Grande-Armée. La papamobile, dopo aver attraversato l’Arco di Trionfo e gli Champs-Élysées, si è fermata davanti all’altare, dove il Pontefice ha pronunciato una missale carica di speranza e impegno civico.
Il messaggio di pace e fratellanza per la Francia
Durante la omelia Leone XIV ha dedicato una parte significativa del discorso alla situazione della nazione europea. Ha chiesto a Dio di concedere al popolo francese “il dono della concordia fraterna” e ha sollecitato i governanti a essere “saggi, generosi e pronti al sacrificio di sé”. L’appello è stato rivolto a tutti i presenti, dalle famiglie con bambini ai giovani adulti, affinché la fede non rimanga confinata nella sfera privata, ma possa traboccare per dare sostegno a chi è in difficoltà.
Riferimenti ai più vulnerabili
Il pontefice ha ricordato, davanti alla Grotta delle apparizioni di Lourdes, i più poveri e i migranti, sottolineando che nessuno è semplicemente un numero su una carta d’identità, ma una persona unica e insostituibile. Questa considerazione ha avuto eco particolarmente forte a Lourdes, dove poco prima la delegazione papale aveva visitato il centro di accoglienza dedicato a Santa Bakhita, simbolo di speranza per i rifugiati.
Presenze istituzionali e simboli politici
Il presidente Emmanuel Macron ha scelto di non partecipare alla messa, ma la moglie Brigitte Macron era presente al fianco di numerosi esponenti del panorama politico francese: il primo ministro Sebastien Lecornu, l’ex presidente Nicolas Sarkozy, la leader del Rassemblement National Marine Le Pen e altri candidati presidenziali come Gabriel Attal e Edouard Philippe. La presenza di queste figure ha conferito all’evento una valenza sia religiosa sia civica, dimostrando come la Francia, nonostante la sua laicità percettibile, continui a dialogare con la Chiesa.
Il ruolo dei giovani
Tra i partecipanti, una larga fetta di giovani ha suscitato particolare attenzione. Molti di loro, non avendo ricevuto la fede in famiglia, hanno colto l’occasione per chiedere il battesimo. Il Papa ha osservato di essere “stupito dal numero di adulti che si avvicinano ai sacramenti” e ha attribuito questo fenomeno alla “grazia di Dio” che supera le analisi sociologiche. Il messaggio di Leone XIV è stato chiaro: i giovani sono la “Chiesa di oggi” e devono portare la luce del Vangelo entro le loro comunità.
La teologia dell’acqua viva
Nel cuore dell’omelia, il Pontefice ha usato la metafora dell’acqua per descrivere la fonte della felicità umana: “Gesù è la vera fonte d’acqua viva, capace di placare la sete di senso, verità e compimento di ogni uomo”. Ha invitato i credenti a abbeverarsi al cuore trafitto del Cristo per poi far scorrere quell’acqua abbondante verso chi è arido spiritualmente. L’enfasi è stata posta sulla necessità di trasformare la fede personale in un gesto di solidarietà concreta.
Un appello a vivere la verità
Leone XIV ha concluso l’interno della liturgia con un invito a vivere nella verità sotto lo sguardo di Gesù a guardare con lucidità la propria vulnerabilità e a riscoprire la gioia di una vita rinnovata dalla fede. Ha ribadito che la missione dei credenti è quella di “lasciare che la fede trabocchi, dissetando chi incontrano”, rafforzando così il messaggio di speranza e di coesione sociale in una società francese segnata da divisioni culturali e numerose sfide migratorie.



