La riscoperta di figure femminili rimaste ai margini della storiografia contemporanea è il cuore del nuovo progetto letterario di Paola Presciuttini. Autrice nota per una scrittura essenziale e attenta ai percorsi oscurati dalla storia, Presciuttini ha dedicato un romanzo storico alla figura di Trotula de Ruggiero una medichessa dell’XI secolo collegata alla Scuola Medica Salernitana. Il libro nasce da una lunga fase di ricerca e riflessione, e trova una prima occasione pubblica in una presentazione tenuta all’Oasi di Covigliaio a Poggio del Farro.
La genesi del romanzo e il lavoro di ricerca di Paola Presciuttini
La scelta di dedicare un romanzo a Trotula non è stata istintiva: dopo la scoperta del personaggio, Presciuttini ha affrontato oltre due anni di studio prima di cominciare a scrivere. Durante questa fase di raccolta di materiali e documenti, l’autrice ha compreso l’entità dell’oblio storico che riguarda molte figure femminili. Nel testo introduttivo al romanzo, la scrittrice riconosce di essersi trovata davanti a una «amnesia della storia», esperienza che l’ha spinta a ricostruire non solo i fatti, ma anche la dimensione umana e professionale di una donna che si occupava di salute femminile in epoca medievale.
Per mettere insieme la trama, Presciuttini si è ritirata in un contesto isolato, affittando un vecchio mulino immerso nel bosco, dove ha potuto trasformare la ricerca in narrazione. Il romanzo alterna parti documentarie e invenzione romanzesca, con uno sguardo che privilegia il sapere pratico delle donne: igiene, parto, cure ginecologiche e anche il tema del piacere femminile, argomenti che la storiografia ufficiale ha spesso marginalizzato.
Presentazione all’oasi di Covigliaio
L’incontro di presentazione si è svolto domenica 28 giugno presso l’Oasi di Covigliaio luogo che ha fatto da cornice naturale alle riflessioni sull’opera. L’evento, organizzato da un’associazione culturale locale, ha privilegiato un formato intimo e dialogico, consentendo all’autrice di spiegare il processo creativo e le scoperte fatte durante la ricerca. Questo momento pubblico ha reso visibile l’intento principale del romanzo: restituire voce a una donna che, nel suo tempo, aveva sviluppato pratiche di cura fondate sull’esperienza quotidiana delle pazienti.
Trotula: la figura storica e i temi al centro del romanzo
Trotula de Ruggiero emerge nelle fonti come una figura legata a una delle istituzioni mediche più importanti del Medioevo italiano, la Scuola Medica Salernitana. Nel romanzo la protagonista è ritratta come una professionista che osserva, ascolta e sperimenta soluzioni concrete per problemi legati alla salute femminile: il dolore del parto le pratiche igieniche, le patologie ginecologiche e l’affermazione del desiderio e del piacere come aspetti della vita femminile. Questo approccio rende la narrazione meno monumentale e più centrata sull’esperienza quotidiana di donne reali.
La scelta narrativa di Presciuttini non mira a creare un’icona immobile, ma a restituire una persona complessa: una donna attraversata da dubbi, passioni e contraddizioni, chiamata a difendere il suo sapere in un contesto che tende a delegittimarlo. Il romanzo, pur costruito su solide basi documentarie, utilizza la finzione per esplorare la psicologia della protagonista e per evidenziare come il sapere pratico femminile abbia anticipato, in alcuni casi, scoperte e pratiche che sarebbero state riconosciute solo molto dopo.
Contributo alla memoria storica femminile
Rileggere la figura di Trotula attraverso la lente romanzesca significa anche interrogarsi sul modo in cui la storia seleziona i suoi protagonisti. Il libro di Presciuttini propone una forma di restituzione: recuperare competenze nascoste e riconoscerne il valore culturale. In questo senso, la pubblicazione diventa un atto di memoria e di valorizzazione del patrimonio medicinale femminile, raccontato con una prosa che alterna concretezza e poesia, radicamento nella terra e apertura verso l’infinito.
Chi legge trova così non solo una biografia romanzata, ma anche una riflessione sulla conoscenza come forma di libertà: il sapere pratico, trasmesso di donna in donna, assume valore politico e sociale nel momento in cui viene riconosciuto e difeso. Il lavoro di Presciuttini si inserisce nella lunga tradizione degli scrittori che scelgono le persone marginali per illuminare aspetti inediti del passato e del presente.



