Striscia la notizia e Antonio Ricci: conservatori si nasce!

Si percepisce il disagio di Antonio Ricci e di quelli di Striscia la notizia nell’affrontare l’argomento della mercificazione del corpo della donna: son tempi difficili, nei quali sempre più voci si levano contro il modello televisivo della velina, della donna decorativa o oggetto sessuale, colpevole di un decadimento etico reso manifesto dalle serate arcoriane del bunga bunga e dall’indifferenza di molti italiani e italiane agli spettacoli da basso impero offerti dal potere e ispirati dalla televisione commerciale.

L’altro giorno il tg satirico di Canale 5 ha mandato in onda un servizio in cui, per l’ennesima volta, si proponeva l’arringa difensiva del papà di Striscia, dove tra una citazione e l’altra – le donne degli spettacoli di Macario o dei film di Totò, le gemelle Kessler, le ragazze svestite del Benny Hill Show, Polvere di stelle con Sordi e la Vitti, le ragazze coccodè di Arbore – veniva ribadito il solito vecchio concetto del varietà costituzionalmente fatto di comici e belle femmine mezze nude.

Il che sarà anche vero, ma citare a casaccio grandi spettacoli e interpreti del passato non serve certo a giustificare la volgarità televisiva dei nostri tempi, di cui Antonio Ricci è sicuramente uno dei massimi responsabili. Perché intanto c’è varietà e varietà e commedia e commedia, in cui il nudo femminile può essere liberatorio (come negli anni 60 e 70), fungere da critica al costume sociale (come nell’Indietro tutta di Arbore) o essere fine a se stesso e funzionare da semplice richiamo sessuale.

Allo stesso modo, più o meno, delle prostitute per la strada.

Le veline di Striscia forse inizialmente potevano anche rimandare a una lettura satirica, come rivendicato da Ricci, che non si stanca di ripetere come fossero nate per fare il verso alle copertine scollacciate dei settimanali italiani; ma poi è innegabile che si siano velocemente trasformate in quello che volevano deridere: in richiamo sessuale per incrementare l’audience, in cruda e squallida esposizione di centimetri di pelle femminile per attempati signori in poltrona.

E comunque, non esistono consuetudini immutabili, tantomeno nello spettacolo e nel varietà, dove tutto deve cambiare secondo i tempi, per interpretare il gusto moderno e le nuove sensibilità sociali. Ricci invece si trincera dietro la tradizione delle ballerine scosciate e delle commedie pruriginose, benissimo, ma abbia almeno l’onestà di ammettere d’essere antiquato e conservatore, alla faccia della sua immeritata fama di sperimentatore della tv. Del resto in trent’anni ha saputo proporci tre programmi tre: Drive In, Striscia e Paperissima, a parte qualche altro prodotto dimenticabile e  dimenticato.

Scritto da Style24.it Unit
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