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15 Giugno 2026

Stipendio Monica Setta: cifre, battuta in tv e confronto con gli artigiani

Monica Setta ha scherzato sul suo stipendio durante la puntata del 3 settembre di Storie al Bivio; i numeri ufficiali rivelano però un compenso annuo molto più elevato rispetto a quello degli artigiani medi italiani.

Stipendio Monica Setta: cifre, battuta in tv e confronto con gli artigiani

La conduttrice e giornalista Monica Setta è tornata al centro dell’attenzione dopo una battuta pronunciata in onda durante la puntata di Storie al Bivio andata in onda il 3 settembre. In quel contesto un’ospite l’ha definita «uno dei pochi artigiani della tv» e la stessa Setta ha risposto ridendo con le parole «Sì, è vero, artigiani. Anche dal lato economico!», suscitando curiosità e qualche polemica sulla reale entità del suo compenso da parte della Rai.

La reazione del pubblico e le successive ricostruzioni sui compensi dei volti televisivi hanno portato alla luce cifre che vanno ben oltre l’immagine dell’«artigiano» televisivo. Analizzando i dati disponibili, si può contestualizzare la battuta di Setta rispetto ai numeri concreti e confrontare il suo stipendio con quello di altri colleghi e con la media di categorie professionali come gli artigiani.

La battuta in trasmissione e i protagonisti della puntata del 3 settembre

Durante la puntata del 3 settembre di Storie al Bivio l’ospite Monica Leofreddi ha elogiato il lavoro di colleghi come Milo Infante e, rivolta alla Setta, ha affermato «Perché un po’ come te (riferendosi alla Setta, ndr) è rimasto uno dei pochi artigiani della tv». La replica della conduttrice, scherzosa ma immediatamente notata, è stata «Sì, è vero, artigiani. Anche dal lato economico!». Questa sequenza ha fatto sì che il tema del compenso personale entrasse nel dibattito pubblico, non tanto per la battuta in sé quanto per la discrepanza tra percezione e realtà economica.

Reazioni e contesto mediatico

La frase di Setta è stata seguita da un tentativo di smorzare i toni, con la conduttrice che ha ammesso di temere che la sua osservazione potesse offendere chi, «magari, qualche operaio che stava guardando la trasmissione da casa». La dinamica mostra come, nel linguaggio televisivo, battute e autoironia possano rapidamente trasformarsi in discussione pubblica sul tema dei compensi dei professionisti dell’informazione, specialmente se il pubblico percepisce una distanza sociale o economica tra chi parla e chi ascolta.

I numeri: il compenso annuo e il confronto con altri stipendi

I dati disponibili indicano che il compenso annuale attribuito a Monica Setta si aggira intorno ai 700mila euro l’anno. Questa cifra la colloca certamente tra i volti più pagati della televisione pubblica, pur non raggiungendo il tetto percepito da altri conduttori storici: per esempio, un noto collega porta a casa cifre stimate nell’ordine di 1 milione e 650 mila annui. Messo in questi termini, il compenso di Setta è significativo e rende più chiaro perché definizioni scherzose come «artigiano» non rispecchino la realtà economica.

Per rendere il raffronto ancora più concreto, è utile osservare le medie di altre categorie professionali. In Italia, nel periodo considerato, un artigiano ha guadagnato mediamente tra 24 e 27mila euro l’anno. La distanza tra queste medie e il compenso di una figura televisiva di primo piano evidenzia la disparità che spesso alimenta il dibattito pubblico quando emergono commenti ironici sui salari nel mondo dello spettacolo.

Implicazioni del confronto e percezione pubblica

Il caso nato dalla battuta del 3 settembre mette in luce come la percezione dei redditi pubblici sia influenzata dall’uso del linguaggio e dal contesto televisivo. Parole dette tra sorrisi possono assumere valenze diverse quando messe a confronto con dati economici concreti: il compenso annuo di una conduttrice come Setta si legge in termini freddi, ma dietro quei numeri ci sono contratti, visibilità e anni di carriera nella Rai. Allo stesso tempo, il paragone con la retribuzione media degli artigiani porta alla luce questioni di equità percepita tra categorie professionali.

In definitiva, se da un lato la battuta in diretta ha acceso un dibattito sul linguaggio tv e sulla responsabilità comunicativa, dall’altro i numeri disponibili offrono un quadro chiaro: il compenso di Monica Setta è consistente e lontano dall’immagine simbolica dell’«artigiano», tanto che il confronto con gli stipendi medi italiani serve a misurare la distanza tra retorica e realtà economica.

Autore

Matteo Pellegrino

Matteo Pellegrino ha organizzato una sfilata pop-up nei vicoli del Quartieri Spagnoli per promuovere giovani designer; è editorialista moda che cura rubriche su artigianato e tendenze locali. Nato a Napoli, conserva bozze di pattern e appunti presi nelle sartorie di via Toledo.