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8 Novembre 2026

Pizzaballa a Prato: la Chiesa risponde alla crisi della Terra Santa

Il cardinale Pizzaballa ha chiamato a Prato a ricostruire speranza e dialogo per una Terra Santa ferita.

Pizzaballa a Prato: la Chiesa risponde alla crisi della Terra Santa

Domenica 8 novembre 2026 la chiesa di San Francesco a Prato ha accolto una platea numerosa per ascoltare il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme. L’evento, inserito nel ciclo “Francesco – Segno vivo” in occasione dell’ottavo centenario della morte del santo di Assisi, è stato intitolato “Il Signore ti dia pace: la profezia francescana per il mondo ferito”.

Oltre alla solenne celebrazione eucaristica, l’incontro è servito da palco per un appello: ricostruire relazioni interrotte, alimentare la speranza di una popolazione provata da tre anni di conflitto, e riaprire i cammini di pellegrinaggio verso la Terra Santa. Il sacerdote di Prato, monsignor Giovanni Nerbini, ha sottolineato la necessità di portare questi valori nella vita quotidiana della comunità.

Il cardinale Pizzaballa chiama alla ricostruzione della speranza

Nel suo intervento il patriarca ha ricordato che la fede è credere in una promessa, in particolare nella promessa di pace e di vita. Ha osservato che la guerra ha ridotto il dialogo interreligioso a “minimi termini”, ma ha ribadito che è indispensabile impegnarsi per rinnovare la fiducia tra le parti. «Ricostruire la speranza significa anche ricominciare a parlare», ha detto, invitando i presenti a non limitarsi a denunciare le ingiustizie, ma a costruire ponti concreti.

Il dialogo interreligioso come priorità

Il cardinale ha citato l’esempio storico di San Francesco che incontrò il sultano al-Kamil, sottolineando che l’apertura verso l’altro è la chiave per superare la paura. Ha proposto che le parrocchie di Prato diventino spazi di accoglienza e di dialogo, dove le differenze culturali e religiose possano essere discusse con rispetto, e dove la mitezza della Chiesa si traduca in azioni concrete.

Terra Santa: tre anni di conflitto e perdita di fiducia

Pizzaballa ha descritto la realtà della Terra Santa negli ultimi tre anni, segnati da una guerra che ha devastato Gaza e lasciato profonde ferite tra israeliani e palestinesi. Ha evidenziato come le istituzioni siano spesso incapaci di rispondere ai bisogni immediati della popolazione, lasciando il vuoto a organizzazioni locali, scuole e ospedali gestiti da volontari.

Volontari e giovani a Gaza

Secondo il patriarca, sono proprio i giovani e i volontari di Gaza a tentare di ricostruire la speranza, portando viveri, assistenza sanitaria e supporto scolastico. Ha sottolineato che queste iniziative nascono dal basso e dimostrano che, nonostante il trauma, la volontà di convivere pacificamente è ancora viva.

Il ruolo della Chiesa e la prospettiva dei pellegrinaggi

Il cardinale ha rimarcato che la Chiesa non può rimanere passiva. Oltre a fornire aiuti umanitari, il patriarcato latino di Gerusalemme si occupa della salvaguardia dei luoghi santi e del sostegno alle piccole comunità cristiane. Ha annunciato che tornerà a Gerusalemme la stessa sera, portando con sé la testimonianza della comunità pratese.

Invito a Prato e prospettive future

Pizzaballa ha rivolto un chiaro invito ai fedeli di Prato: “Io sono venuto a Prato. Ora Gerusalemme aspetta Prato”. Ha chiesto di preparare i pellegrinaggi non appena la sicurezza lo consentirà, ritenendo che la presenza dei credenti possa contribuire a una ripresa della pace. Ha inoltre esortato a mantenere alta la guardia contro gli stereotipi e a valorizzare l’umanità di tutti, perché solo così si potrà dare un futuro più sereno alla Terra Santa.

L’appuntamento di Prato si è configurato non solo come una celebrazione liturgica, ma come un vero e proprio richiamo all’azione per chi crede nella possibilità di un mondo più giusto e pacifico.

Autore

Beatrice Bonaventura

Beatrice Bonaventura ricorda la decisione di lasciare le passerelle di Firenze dopo un servizio su sartorie locali; da allora guida scelte stilistiche pratiche per lettori. In redazione propone palette sobrie e mantiene un archivio personale di tagli e cartamodelli d’epoca.