Novara, manifestazione No Green Pass shock: “Siamo come i prigionieri di Auschwitz”

Shock durante una manifestazione No Green Pass a Novara, dove i protestanti hanno paragonato la loro condizione a quella dei prigionieri di Auschwitz.

In tutta Italia, continuano le proteste dei No Green Pass. In questo contesto, una manifestazione dai contenuti estremamente particolari e irriverenti si è tenuta a Novara, in Piemonte.

Novara, manifestazione No Green Pass shock: l’iniziativa

In Italia, il sabato è diventato il giorno della settimana durante il quale si svolgono manifestazioni No Green Pass in ogni luogo della penisola.

Nella giornata di sabato 30 ottobre, tra i tanti cortei organizzati, si è tenuta una manifestazione contro la certificazione verde anche a Novara. Moltissimi cittadini sono scesi in piazza per unirsi alle migliaia di donne e di uomini che, in tutto il Paese, chiedono da settimane la revoca del Green Pass obbligatorio per i lavoratori del settore pubblico e privato.

Novara, manifestazione No Green Pass shock: “Siamo come i prigionieri di Auschwitz”

La manifestazione di Novara organizzata nel pomeriggio di sabato 30 ottobre, tuttavia, si è distinta da quelle sinora promosse in Italia per i toni particolarmente irruenti e per la scelta di associare il Green Pass ad Auschwitz.

I protestanti, inoltre, hanno sfilando indossando delle pettorine dotate di strisce verticali di colore grigio e bianco. Alcuni di loro, esibivano anche un numero identificativo a corredo delle pettorine. In questo modo, i cittadini di Novara hanno voluto rafforzare il paragone fatto e richiamare le divise indossate dai prigionieri nel campo di concentramento di Auschwitz.

Il corte, poi, procedeva con i manifestanti che si tenevano stretti a una corda composta da nodi che doveva rievocare il filo spinato che circondava il lager nazista.

manifestazione

Novara, manifestazione No Green Pass shock: slogan e sconcerto della comunità ebraica

L’irriverente e provocatoria manifestazione è stata commentata dall’infermiera e sindacalista, Giusi Pace, che ha promosso l’iniziativa, con le seguenti parole: “Abbiamo rappresentato la minoranza che ha creato il governo privandoci della libertà”.

Per quanto riguarda gli slogan, invece, il corteo ha urlato frasi ormai note come “Stop dittatura”, “Giù le mani dai bambini”, “Una cura che fa paura non cura” e, ancora, “Nessuna violenza, fai resistenza”.

Dopo aver raggiunto la piazza, sfilando tra i palazzi del Comune, della Provincia e della Prefettura, i protestanti hanno mimato una sorta di “marcia forzata”.

A questo proposito, è intervenuta Rossella Bottini Treves, presidente della Comunità ebraica di Novara e Vercelli, che ha dichiarato: “È già successo in altre città italiane ma queste persone non sanno cosa è stata la Shoah. È pazzesco che si manifesti in questo modo”.

Scritto da Ilaria Minucci
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