Nadia Toffa alle Iene: il racconto del malore e l’intervista

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Il malore di Nadia Toffa, qualche settimana fa, ha fatto preoccupare tutta l’Italia.

Ieri sera la donna, dopo qualche giorno dal rientro a casa, ha deciso di raccontare del malore e di spiegare la storia dal proprio punto di vista. E chi poteva intervistarla se non i suoi storici colleghi delle Iene?

Le parole di Nadia: “Mi sentivo strana”

Il giorno prima del malore, Nadia si trovava a Trieste per lavoro. Era lì per un’intervista al segretario di un sindacato e per festeggiare la buona riuscita del lavoro si è concessa un brindisi a cena.

La mattina dopo era pronta per prendere il treno e tornare a Milano per il montaggio del video. Avrebbe dovuto prendere il treno delle 13, ma a metà mattina ha pensato di anticipare il rientro. Prima di lasciare la stanza, però, sono accadute due cose insolite.

La prima è stata durante una telefonata con Davide Parenti, storico ideatore delle Iene. È durante questa conversazione che Nadia comincia a sentirsi strana. I suoi ricordi della telefonata sono piuttosto confusi, ma Parenti afferma di averla trovata molto rallentata.

Sono i primi segnali del malore.

Ma quello che Nadia ha trovato davvero strano è la sensazione di grande stanchezza. “Quasi quasi mi sdraio un attimo” prima di prendere il treno, ha detto tra sé e sé. Un pensiero insolito per la giornalista che solitamente è instancabile, sempre di corsa, senza mai concedersi un momento di relax. In quel momento il corpo di Nadia Toffa le stava chiedendo di rallentare, messo a dura prova, ma lei ha ignorato questi segnali.

Non si è fermata a riposare in camera e, invece, è scesa nella hall.

Il malore nella hall

Così Nadia racconta di essere scesa alla reception e di aver fatto chiamare il taxi per la stazione.

La ragazza nella hall le ha chiesto se aveva bisogno di aiuto con le valigie: è questa l’ultima cosa che Nadia Toffa ricorda prima del malore.

Nadia ha avuto una sorta di black-out. Da questo momento in poi, fino al risveglio in ambulanza, non ricorda nulla. Ma un livido sul suo viso è la prova tangibile (e dolorosa) della caduta di faccia, proprio lì nell’albergo di Trieste.

Il viaggio in ambulanza

Alle Iene, la Toffa dice di aver ripreso i sensi solo durante il viaggio in ambulanza. Si è svegliata, ma le sensazioni erano ancora piuttosto confuse. “All’inizio ho pensato che ci fosse stato un incidente perché sentivo l’ambulanza, ma dopo un po’ mi sono resa conto che sentivo la sirena un po’ troppo vicina”. Così Nadia realizza che l’ambulanza è lì per lei.

Poi, un nuovo black out, che questa volta dura ben cinque ore.

Quando Nadia riapre gli occhi, vede Max Ferrigno, autore storico delle Iene. In un primo momento si stupisce, si chiede come faccia a sapere che è stata male e perché si trovi lì a Trieste. Per la Toffa in quel momento era tutto molto confuso.

I medici capiscono che la situazione è grave e decidono di trasportarla in elicottero. Un viaggio che, a detta di Nadia, è stato “una figata pazzesca“. La donna racconta: “Non l’avevo mai preso e mi piacciono da impazzire queste cose”.

Eccola qui la forza di Nadia, la sua capacità di sdrammatizzare e di prendere col sorriso anche le situazioni più difficili: le qualità che l’hanno resa tanto amata dal pubblico di tutta Italia.

L’affetto dei fan per Nadia Toffa

Proprio al suo arrivo all’ospedale San Raffaele di Milano, Nadia si rende conto di questo affetto del pubblico. Non aveva mai realizzato davvero quanto la gente, comune e non, si sia affezionata a lei durante questi anni alle Iene.

Quando l’elicottero atterra, Nadia si ritrova circondata da volti preoccupati. “Ma cosa ci fate qua?”

Ma non è finita qui. Un’infermiera informa Nadia che Maria De Filippi ha appena parlato di lei a Tu sì que vales. L’ha salutata e le ha augurato una veloce guarigione. Nadia Toffa è stupita: come fa Maria De Filippi a sapere del suo malore? E sarà ancora più stupita quando saprà delle molte manifestazioni di affetto da parte della gente comune, in tutta Italia.

Durante l’intervista ha dichiarato: “Io mi sono molto commossa, mi hanno detto di città che hanno pregato per me, città intere: a Taranto hanno fatto la fiaccolata, Napoli ha pregato per me. Scusate se mi commuovo ma… mi ha stupito tanto l’affetto della gente comune”.

La risposta dei politici

Il lavoro di Nadia la porta a scontrarsi con molti politici nel nome di battaglie importanti. Lei non si è mai tirata indietro davanti a niente per difendere chi non ha voce. Per questo è rimasta a bocca aperta quando ha saputo che persino molti uomini di governo con cui è in rapporti non amichevoli si sono preoccupati per lei.

Le hanno mandato molti messaggi. Sicuramente è qualcosa che le ha fatto molto piacere.

Il ricovero in ospedale

Ai colleghi delle Iene, Nadia ha parlato anche del periodo trascorso in ospedale. Il ricovero è uno di quei momenti in cui sei costretto a fermarti e a rivalutare tutto, anche le cose più basilari. Si è anche resa conto di dover ascoltare di più i messaggi che il suo corpo le manda, quando ha bisogno di rallentare.

Durante l’intervista ha dichiarato che questa esperienza le ha anche insegnato qualcosa. “Se le cose devono succedere è perché devono accadere” e con questa consapevolezza può ripartire – ne siamo certi – con la carica e l’ironia che la contraddistinguono e che hanno conquistato tutta l’Italia.