New York celebra Masha Johnson con una statua a Brooklyn

I cittadini newyorkesi celebrano l'importantissima attivista Marsha Johnson con una statua commemorativa nel cuore di Brooklyn.

Ci è voluto tempo, ma alla fine Marsha Johnson ha avuto la sua statua a New York City. I cittadini hanno deciso di ricordare la famosa attivista per i diritti Lgbt con un busto nel cuore di Brooklyn. La scelta del luogo non è stata casuale.

La statua di Marsha Johnson a New York

L’attesa per la statua che l’amministrazione della città prometteva è durata due anni. Poi, però, gli attivisti Lgbtq+ di New York, stanchi di aspettare, hanno deciso di prendere in mano la situazione: scavalcando la burocrazia e, senza alcuna autorizzazione, hanno piazzato un busto di Marsha P. Johnson in un parco, il giorno stesso in cui l’attivista e drag queen avrebbe compiuto 76 anni.

Il busto porta la firma dell’artista queer Jesse Pallotta, ed è stato inaugurato a Christopher Park, vicino allo storico Stonewall Inn, storico locale dove cominciarono le rivolte del 1969 che diedero vita al movimento per i diritti Lgbtq+, e di cui Johnson fu una protagonista determinante.

Chi era Marsha P. Johnson

Nata nel 1945 in una famiglia di umili origini, Marsha cominciò a soli cinque anni a mostrare interesse per abiti e atteggiamenti femminili, ma fu costretta a nascondersi per evitare di essere vittima di bullismo da parte dei suoi compagni.

Arrivata al diploma, con soli 15 dollari in tasca e una sacca con qualche vestito, prese un treno con destinazione New York, dove trovò lavoro in un locale. La sua estrosità attirò l’attenzione anche di Andy Warhol, che la ritrasse nella serie di polaroid Ladies and Gentlemen. Nel 1969 partecipò ai moti di Stonewall, passando alla storia come, una delle figure di riferimento per i diritti Lgbt. Fondatrice della Street Transgender Action Revolutionaries (Star), s’ impegnò per aiutare i giovani queer senzatetto. Con l’amica Sylvia Rivera aprì la Star House, un rifugio per ragazzini gay e transessuali, di cui pagava l’affitto con il denaro che guadagnava prostituendosi. Voleva preservare i giovani dalla violenza che lei stessa aveva subito in gioventù.

Il 6 luglio del 1992, poco dopo il gay pride, il suo corpo fu trovato mentre galleggiava nel fiume Hudson.

Il busto commemorativo

La targa sul piedistallo del busto riporta una citazione della stessa Johnson:

La storia non è qualcosa a cui si guarda indietro come qualcosa di inevitabile: accade perché le persone prendono decisioni a volte impulsive e sul momento, ma quei momenti sono realtà che si accumulano.

Sulla targa, Masha Johnson è descritta come un’amante della poesia, dei fiori, dello spazio e del colore viola.

Non si tratta del primo atto volto a celebrare quella che è stata una delle figure più importanti nella lotta per i diritti LGBT: anche Andrew Cuomo, Governatore uscente dello Stato di New York le ha dedicato un parco a Brooklyn, il Marsha P. Johnson State Park, precedentemente noto come East River State Park.

LEGGI ANCHE: Chi sono le icone gay più amate dalla comunità LGBT

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